Lavori Pubblici

Certificazione crediti, obbligo di iscrizione alla piattaforma elettronica per tutte le Pa

Gianni Trovati

Con la circolare 19/2013, firmata ieri da Mario Canzio, la Ragioneria generale dello Stato detta le istruzioni operative per una delle prime scadenze-chiave previste dal calendario del decreto sblocca-pagamenti, cioè l'obbligo di accreditarsi alla piattaforma elettronica di certificazione dei crediti

L'obbligo di accreditarsi alla piattaforma elettronica dell'Economia riguarda tutti gli enti territoriali, comprese le Regioni sottoposte a piani di rientro che prevedono operazioni sul debito e tutti gli enti del servizio sanitario. Le sanzioni per chi non si accredita entro il 29 aprile (responsabilità dirigenziale e disciplinare, e 100 euro di taglio allo stipendio per ogni giorno di ritardo) colpiranno i responsabili finanziari nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni, a meno che sia lo stesso ente territoriale a indicare un'altra figura di riferimento, mentre in sanità riguarderanno i direttori generali; tocca a loro abilitare l'ente alla piattaforma, dopo di che potranno indicare i dirigenti accreditati per rilasciare le certificazioni.

Con la circolare 19/2013, firmata ieri da Mario Canzio, la Ragioneria generale dello Stato detta le istruzioni operative per una delle prime scadenze-chiave previste dal calendario del decreto sblocca-pagamenti, cioè l'obbligo di accreditarsi alla piattaforma elettronica di certificazione dei crediti da parte delle tante amministrazioni che non l'hanno fatto dopo i quattro provvedimenti con cui l'anno scorso è stata avviata la macchina. Proprio la durezza delle sanzioni, che incidono direttamente sul trattamento economico dei dirigenti e possono arrivare a colpire anche la retribuzione annuale di risultato (lo prevede l'articolo 21 del decreto legislativo 165/2001, che per i casi più gravi di responsabilità dirigenziale contempla anche la revoca dell'incarico), denuncia l'importanza strategica assegnata alla certificazione, che rappresenta un passaggio essenziale per il censimento puntuale dei debiti pubblici. In questo contesto il secondo passaggio fondamentale sarà costituito dall'elenco puntuale dei debiti esigibili al 31 dicembre scorso, che gli enti dovranno inviare all'Economia tramite la stessa piattaforma tra il 1° giugno e il 15 settembre prossimi.

Le istruzioni su questa seconda procedura, ricorda la Ragioneria, saranno diffuse entro maggio, ma già la circolare 19 comincia ad affrontare il tema: in questo caso le sanzioni per ritardi o errori nella comunicazione dei dati (responsabilità dirigenziale e disciplinare, mentre non è previsto il taglio da 100 euro al giorno) colpiranno con un raggio più ampio, perché riguarderanno tutti «i dirigenti abilitati a operare sulla piattaforma», e non più i soli responsabili finanziari o direttori generali.

La nuova procedura di certificazione, spiega poi la circolare, non annulla del tutto i vecchi strumenti, perché i creditori potranno continuare a presentare istanza di certificazione secondo le regole del Dm del 25 giugno 2012 (evitando però ovviamente doppie compensazioni dello stesso credito, perché la nuova procedura permetterà di distinguere i debiti già certificati e compensati). Dopo l'invio degli elenchi, i creditori potranno segnalare l'assenza o l'errore sui dati che li riguardano, e chiederne la correzione. In caso di mancato riscontro entro 15 giorni, il creditore potrà accedere alla stessa piattaforma elettronica per chiedere la nomina di un commissario ad acta.


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