Lavori Pubblici

Unionsoa: servono più controlli sul mercato, negli appalti c'è ancora da fare pulizia

Mauro Salerno

Tiziana Carpinello, vicepresidente dell'associazione delle società di attestazione commenta il caso Axsoa: bisogna fare selezione e noi dobbiamo avere il potere di entrare nel merito delle attività delle imprese

C'è ancora da fare pulizia. Ci deve essere più controllo sul mercato. Ci auguriamo altri interventi della magistratura, ma soprattutto dell'Autorità, in questa direzione». Tiziana Carpinello, vice presidente di Unionsoa, l'associazione che rappresenta 12 delle principali società di attestazione delle imprese interessate a partecipare al mercato degli appalti pubblici, torna sulla vicenda Axsoa. L'azienda romana, tra le prime quattro Soa italiane (ma non associata Unionsoa) finita nel mirino dalla magistratura romana con arresti e sequestri di beni per milioni di euro eseguiti a fronte della contestazione di un'attività illecita di cessione di rami d'azienda di imprese dotate di falsi requisiti.

«Questa vicenda – dice Carpinello - da una parte ci rincuora perché ci dimostra che sono dei controlli da un'altra ci lascia amareggiati. Anche se da una lettura attenta delle cronache giudiziarie si evince che la truffa è concentrata sul business della vendita dei rami d'azienda. Mentre il falso sull'attestazione è una conseguenza di questa attività».

Carpinello punta il dito contro Mario Calcagni, che le cronache giudiziarie individuano come l'uomo chiave della vicenda, "dominus" della società, nonostante figurasse come un semplice dipendente dell'Axsoa. E che, rimarca la vicepresidente di Unionsoa «evidentemente occupandosi per Axsoa delle cessioni d'azienda attestava queste imprese pur essendo a conoscenza della mancanza di requisiti».

Secondo la ricostruzione degli inquirenti l'attività illecita sarebbe consistita nella cessione di rami d'azienda di imprese dotate «artificialmente» di requisiti in realtà mai posseduti ad altre imprese interessate a ottenere un salto di classifica.

Non è comunque roba da poco.
Al di la dei casi di competenza dell'autorità giudiziaria, le Soa al momento scontano un problema di fondo. Il sistema delle regole ci chiede di da dare valutazioni solo su atti formali e su perizie. In pratica la nostra è diventata un'attività di tipo notarile. È ovvio che le Soa più corrette vanno a fare anche verifiche nel merito sulla consistenza delle aziende da attestare. Però non le nascondo che nel momento in cui arriva l'atto di un notaio o una perizia giurata di un tenico designato dal Tribunale per la Soa risulta difficile andare a discutere quelle risultanze. Questi passaggi formali ovviamente hanno ridotto di molto, ma non del tutto le irregolarità: qualche stortura rimane ancora. E il lavoro di una Soa non si può ridurre al mero scartabellare di scartoffie tentando di controllare la veridicità delle informazioni. Se avessimo la possibilità di entrare di più nel vivo dell'attività dell'imprese riusciremmo a gestire al meglio le operazioni e a far si che rimangano sul mercato le imprese che hanno davvero solidità economica, patrimoniale e professionalità.

Quindi vorreste un potere di tipo ispettivo?
Non lo escluderei. Il primo regolamento non lo escludeva. E poi anche un controllo di solidità finanziaria, non si può fare solo con la verifica di un patrimonio netto positivo riportato in bliancio o di referenze bancarie. Oggi ci troviamo di fronte a istituti che rilasciano referenze bancarie chiedendo per questo un corrispettivo. E noi ci troviamo a fare valutazioni non reali ma basate sulle mera presa visione di un pezzo di carta.

Perdoni l'obiezione, ma è davvero possibile pensare che una Soa, che è un soggetto privato come l'impresa, possa arrivare a sottoporre a un'ispezione tanto severa un cliente che viene a chiedergli un'attestazione, pagando peraltro fior di quattrini?
Non dimentichiamo che pur essendo società di diritto privato le Soa svolgono una funzione pubblica. E per questo sono sottoposte a controlli. Abbiamo un ruolo istituzionale che impone dei doveri. Il business va contemperato con questo ruolo. Oggi l'impresa sana bada molto a chi ha dall'altra parte, e valuta anche se oltre all'attestazione c'è qualcuno che sa offrire dei servizi più completi.

Lei ora parla a nome di Unionsoa, ma risulta che di recente c'era stato un interesse per Axsoa da parte di Bentleysoa, società di cui lei è presidente.
Si nel settembre 2012 avevamo valutato un'acquisizione. Ma la conditio sine qua non posta da noi per l'acquisizione era l'uscita di scena di Calcagni.

Quindi si sapeva che c'era qualcosa che non andava.
Si certo nel mercato le voci circolavano da diversi anni.

E allora come si spiega che nessuno è mai intervenuto, neppure l'Autorità di Vigilanza?
In realtà l'Autorità è intervenuta. È stata proprio l'Autorità a fermare la nostra operazione d'acquisto, segnalandoci che nei confronti di Axsoa c'erano alcuni procedimenti aperti. In questo caso le norme del codice appalti impediscono di portare a termine operazioni di fusione o acquisizione.

Voi non sapevate di questi procedimenti in corso?
No non lo sapevamo. Va detto che l'Autorità prova a intervenire, ma spesso i Tar la bloccano. Ci sono più casi di "riabilitazioni" di Soa decise dai tribunali regionali in seguito a procedimenti aperti dall'Autorità.

Il problema dei falsi certificati non è mai stato risolto definitivamente sul mercato. Sono possibili altri casi, come quelli appena scoperchiati dalla magistratura?
Forse. La crisi sta portando a una selezione severa dl mercato sia sul fronte delle imprese che della Soa. Le Soa si sono ridotte di molto. Nel 2000 con la cancellazione dell'Anc e la partenza del nuovo sistema di qualificazione affidato ai privati le Soa sul mercato erano ben 64. Oggi, tra accorpamenti e revoche di autorizzazioni si sono ridotte a 26. Una "pulizia" che io giudico positiva. Le dirò di più auspichiamo che siano altri interventi di questo tipo. Anche da parte dell'Autorità. Senza che ci siano interventi contrari dei tribunali regionali.

Cosa succederà adesso ad Axsoa?
Per saperlo bisogna attendere un provvedimento dell'Autorità, che noi auspichiamo intervenga il più rapidamente possibile.


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