Lavori Pubblici

Il contributo aggiuntivo dell'1,4% per l'Aspi si applica a tutti i contratti a tempo - Il documento

Giuseppe Latour

Il ministero del Lavoro chiarisce i confini del contributo addizionale fissato dalla riforma Fornero (legge n. 92/2012) per tutti i contratti «non a tempo indeterminato»

Il ministero del Lavoro chiarisce i confini del contributo addizionale dell'1,4%, fissato dalla riforma Fornero (legge n. 92/2012) per tutti i contratti «non a tempo indeterminato». È questo il contenuto della risposta a interpello n. 15 del 2013 (clicca qui per scaricare il documento ), appena licenziata dalla direzione generale per l'attività ispettiva del dicastero. Non vale solo per i contratti a tempo determinato, ma per tutti i rapporti di lavoro nei quali viene individuata la data di cessazione.

La nota si concentra sull'articolo 2, comma 28 della norma, secondo il quale «ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato si applica un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all'1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali». Denaro che serve per finanziare l'associazione sociale per l'impiego, la famigerata Aspi.

Quindi, secondo l'interpretazione del direttore generale Paolo Pennesi, il contributo è obbligatorio per ogni tipologia contrattuale di lavoro subordinato non a tempo indeterminato. Secondo il ministero, in questa definizione non sono inclusi solo i contratti a termine ma «qualsiasi tipologia di rapporto di lavoro subordinato rispetto alla quale è individuata la data di cessazione del rapporto stesso». Ne consegue che «il contributo risulta applicabile nei confronti dei datori di lavoro che assumono con contratto a termine, con contratto di lavoro intermittente a tempo determinato, nonché mediante somministrazione di lavoro a termine».

Questa regola generale va completata con una serie di eccezioni, che esentano i datori di lavoro dal versamento del contributo. Non dovranno pagare i lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti, i lavoratori assunti a termine per lo svolgimento di attività stagionali, gli apprendisti, i lavoratori dipendenti di pubbliche amministrazioni. In quest'ultimo caso la nota precisa che sono esentati solo i dipendenti e non quei lavoratori che forniscono da esterni servizi di qualsiasi tipo alle pubbliche amministrazioni.


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