Lavori Pubblici

Parametri-bis, il decreto torna all'esame del Consiglio superiore

Mauro Salerno

Si allungano i tempi per la approvazione delle nuove «tariffe» da porre a base delle gare per gli incarichi di progettazione pubblica

Si allungano i tempi di approvazione del decreto cosiddetto parametri-bis, con l'indicazione delle nuove «tariffe» professionali per gli incarichi legati alla realizzazione delle opere pubbliche.
Dopo i pareri (negativi) rilasciati dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e dall'Autorità di Vigilanza sulla prima bozza messa a punto dal ministero della Giustizia (di concerto con le Infrastrutture), ora sul regolamento con l'indicazione dei compensi da porre a base delle gare pubbliche era atteso soltanto l'esame del Consiglio di Stato.

Alla fine, però, le pesanti obiezioni mosse dal massimo organo consultivo dello Stato, fatte proprie anche dall'Authority di Via Ripetta, hanno evidentemente suggerito ai ministeri di ritornare sull'ordine di marcia.

Il decreto è stato modificato. E la nuova bozza è stata inviata per ottenere un secondo parere dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. A questo punto è probabile che anche l'Autorità di Vigilanza venga nuovamente chiamata in causa. Mentre l'appuntamento con Palazzo Spada è stato rinviato al termine di questo nuovo giro di consultazioni. Il Consiglio superiore dei Lavori pubblici ha cominciato l'esame del decreto in una prima seduta tenuta il 3 aprile. Un secondo appuntamento è previsto per il 19 aprile. Ma anche qui non mancano le incertezze. Il Consiglio infatti è in scadenza. E servirebbe un decreto di rinnovo che è difficile ipotizzare in questa fase di incertezza politica.

Quanto alla nuova bozza, secondo le indiscrezioni lo schema di regolamento tiene conto di buona parte dei rilievi mossi dal Consiglio superiore e dall'Autorità. Le obiezioni principali, ricordiamo, riguardavano la possibilità che i nuovi parametri finissero per comportare onorari superiori alle vecchie tariffe, violando le prescrizioni del decreto sulle liberalizzazioni (Dl 1/2012). Sul punto resterebbero ancora delle criticità. E tra le nuove obiezioni sollevate al primo esame del Consiglio figura anche l'assenza di una tabella di conversione tra vecchie e nuove attività professionali e l'eliminazione dei livelli di complessità delle prestazioni


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