Lavori Pubblici

Costruzioni in cemento e antisismica: il nulla osta regionale non basta, serve l'ok del Genio civile

Giuseppe Latour

La sentenza sul caso di una veranda chiusa realizzata senza richiedere le autorizzazioni: per la Corte di Cassazione una norma regionale non consente di aggirare i controlli di sicurezza imposti a livello nazionale

L'antisismica e le costruzioni in conglomerato cementizio armato sono sempre competenza esclusiva dello Stato; non fanno eccezione nemmeno le Regioni a statuto speciale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16182 del 9 aprile 2013: alle Regioni, infatti, il Testo unico edilizia (n.380/2001) riconosce soltanto le prerogative in materia di urbanistica, che non possono essere interpretate in maniera estensiva.
Il caso riguarda due condomini che hanno realizzato una veranda chiusa rimovibile in legno, senza richiedere le relative autorizzazioni. Alla base della loro scelta i due avevano avanzato un riferimento all'articolo 20 della legge regionale siciliana n. 4/2003, dove si dispone che «non sono soggette a concessioni e/o autorizzazioni né sono considerate aumento di superficie utile o di volume né modifica alla sagoma della costruzione la chiusura di terrazze di collegamento e/o copertura di spazi interni con strutture precarie, ferma restando l'acquisizione preventiva del nulla osta da parte della Soprintendenza dei beni culturali ed ambientali nel caso di immobili soggetti a vincolo». Quindi, per la loro veranda sarebbe bastata una relazione asseverata di un professionista abilitato e la «mancanza di pregiudizio alla statica dell'immobile».

La Cassazione, però, si è opposta a questa impostazione. Secondo i giudici, la realizzazione di una veranda costituisce reato se non è preceduta, in base alle norme nazionali in materia di antisismica, da una comunicazione al Genio civile, dalla presentazione dei calcoli di stabilità e dall'autorizzazione scritta richiesta per le zone sismiche. Anche nel caso in cui le norme urbanistiche regionali la sottraggano all'obbligo di permesso di costruire. Una norma regionale non può, cioè, consentire di aggirare i controlli di sicurezza imposti in tutta Italia.
Quindi, la sentenza spiega che «la deroga alla disciplina nazionale deve essere limitata alla materia dell'urbanistica e non può essere estesa alle materie della disciplina edilizia antisismica e delle costruzioni in conglomerato cementizio armato»: queste materie, infatti, rientrano delle riserve fissate dall'articolo 117, comma 2, della Costituzione. I differenti interessi, allora, andranno tutelati da diversi soggetti. L'urbanistica sarà competenza del Comune, l'antisismica e le costruzioni in conglomerato cementizio armato degli uffici del Genio civile.


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