Lavori Pubblici

Studi di settore, arrivano i correttivi: i costruttori i più colpiti dalla crisi

Giuseppe Latour

Dai dati dell'Agenzia delle Entrate emerge che l'edilizia è il settore con la maggiore contrazione dei ricavi

Avranno un impianto simile a quello già proposto negli scorsi anni. E saranno molto pesanti per le costruzioni. Sono queste le caratteristiche dei correttivi congiunturali agli studi di settore 2013, appena licenziati dalla Commissione di esperti presso la Società per gli studi di settore (Sose), nella quale lavora anche l'Ance. Dai dati dell'Agenzia delle Entrate, infatti, emerge che l'edilizia è il settore con la maggiore contrazione dei ricavi.

Di questo, allora, dovranno tenere conto gli studi che – va ricordato – individuano i ricavi congrui in base ai costi che sostengono le imprese. I margini, in periodo di crisi, tendono però a ridursi: le aziende lavorano più per restare sul mercato che per guadagnare. Così, dopo l'approvazione del nuovo studio relativo all'edilizia (VG69U, licenziato lo scorso dicembre), era fondamentale questo secondo tassello, che servirà ad allineare le presunzioni dell'amministrazione fiscale alla situazione reale dell'economia.

Nel caso delle costruzioni questo scostamento sarà molto pesante nelle dichiarazioni relative al 2012. Secondo le rilevazioni fatte negli scorsi mesi, infatti, l'edilizia registra il peggior risultato, in termini di contrazione dei ricavi, rispetto a tutti gli altri settori della macroarea "servizi", con un calo record del 13 per cento rispetto all'anno precedente.

Nei nuovi correttivi è stato sostanzialmente confermato l'impianto dei correttivi congiunturali usati nelle scorse dichiarazioni dei redditi, relative al 2010 e al 2011. In particolare, saranno applicati due criteri. Ci saranno, in primo luogo, i «correttivi congiunturali di settore», che opereranno per tutti i soggetti non congrui, al fine di tener conto della riduzione nel 2012 dei margini e della redditività, in conseguenza della crisi economica. A questi si aggiungeranno i «correttivi congiunturali individuali», che adeguano i risultati dello studio alla situazione di crisi non interamente colta dai precedenti correttivi di settore.

In questo modo ci si dovrebbe avvicinare parecchio alla realtà, ma non è detto che gli studi di settore siano uno strumento infallibile. I contribuenti, allora, avranno comunque la possibilità di non adeguarsi alle richieste delle Entrate, nel caso in cui la loro dichiarazione non venga giudicata congrua dai software sviluppati dalla Sose. E, in aggiunta a questo, potranno segnalare, in un apposito quadro della dichiarazione dei redditi, le motivazioni del loro mancato adeguamento.


© RIPRODUZIONE RISERVATA