Lavori Pubblici

Assicurazioni e Pa, mercato distorto: le istruzioni dell'Autorità di vigilanza

Mauro Salerno

Troppe gare deserte o aggiudicate in presenza di una sola offerta in un mercato che conta affidamenti per 3 miliardi all'anno: le indicazioni di Via Ripetta per le stazioni appaltanti

Troppe gare deserte o aggiudicate in presenza di una sola offerta. Parte da questo presupposto la determinazione dell'Autorità mirata a fornire alle stazioni appaltanti ed agli operatori economici indicazioni per superare le «gravi distorsioni del mercato degli affidamenti dei servizi assicurativi». Un settore che conta gare per un valore di 3 miliardi all'anno il 30% delle quali, soprattutto nel settore del trasporto pubblico locale e della sanità, sono andate deserte

Nella determinazione n.2/2013 (clicca qui per scaricare il testo ), l'Autorità ricorda l'elevata importanza del settore assicurativo per le pubbliche amministrazioni, sottolineando la necessità di adottare procedure corrette per lo svolgimento delle gare. Primo punto: le stazioni appaltanti devono dotarsi di tutti gli strumenti necessari per fornire un set informativo completo ai concorrenti che partecipano alle procedure di evidenza pubblica. «Al riguardo le stazioni appaltanti sono invitate a prevedere nei bandi clausole che impongano, a pena di sanzioni, alle imprese aggiudicatarie di fornire le informazioni necessarie per quotare i sinistri, con modalità e tempi appropriati per la redazione dei documenti per la gara relativa al rinnovo delle coperture, senza che da ciò derivino oneri elevati per le imprese che finirebbero inevitabilmente per scaricarsi sui costi delle polizze».

Per quanto concerne le procedure di gara l'Avcp ritiene opportuno che vengano predisposte linee guida o capitolati di riferimento. In assenza di questi o nel caso di appalti particolarmente complessi «l'Autorità ritiene che si possa prevedere nella lex specialis la possibilità di presentare varianti in sede di offerta, secondo le modalità di cui all'art. 76 del Codice, ovvero si possa valutare l'opportunità di procedere all'aggiudicazione della gara mediante la procedura di dialogo competitivo, ai sensi dell'art. 58 del Codice».

Via Ripetta ha ritenuto, infine, non conforme con il Codice dei contratti la prassi prevalente di riconoscere un diritto di recesso a favore delle imprese aggiudicatarie, di fatto, illimitato. Qualora si voglia mantenere tale facoltà, in considerazione delle peculiarità del settore assicurativo, spiegano da Via Ripetta «è necessario rendere il contenuto di tali clausole più aderente alle previsioni contenute nel Codice ed alla disciplina civilistica. A tal fine, dovrebbero essere contrattualmente disciplinati gli eventi in conseguenza dei quali ricorrere ad una revisione del prezzo (o eventualmente di altre condizioni contrattuali) in corso di validità della polizza o, come extrema ratio, atti a fondare il diritto di recesso dal contratto».

L'ultimo punto riguarda i servizi l'affidamento dei servizi di intermediazione assicurativa.L'Autorità di Vigilanza ribadisce la necessità che siano tenuti ben distinti da quelli assicurativi e aggiunge che la prassi di remunerare il broker con commissioni calcolate in percentuale dei premi futuri non è «conforme con le previsioni del Codice, in quanto la valutazione delle offerte economiche dei concorrenti viene effettuate su grandezze eterogenee e non conosciute al momento della gara, e rischia di contenere incentivi distorti per l'attività dell'intermediario». La delibera suggerisce forme alternative di remunerazione di questa attività, indicandone i vantaggi e gli svantaggi.


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