Lavori Pubblici

Polizza obbligatoria per i progettisti: si pagherà fino a 5mila euro

Giuseppe Latour

Dopo un anno di proroga il 15 agosto scatta il vincolo di copertura per tutti gli iscritti agli ordini: le offerte per tre profili-tipo

Tra i quattro e i cinquecento euro per chi si affaccia alla professione. Tra i 1.500 e i 2mila euro per chi ha un giro d'affari già consolidato. E circa 5mila euro nel caso di un progettista «anziano», con un fatturato intorno ai 300mila euro. Pagheranno tanto architetti e ingegneri per le loro polizze, stando a quanto offre il mercato delle assicurazioni in questa fase, secondo un'indagine effettuata da Edilizia e Territorio a pochi mesi dalla partenza dell'obbligo di copertura per tutti gli iscritti agli ordini, fissata per il prossimo 15 agosto. A meno di non avere la possibilità di rivolgersi a Inarcassa, usufruendo della convenzione con Willis, che al momento costituisce il vero parametro di riferimento per tutti.

L'indagine, pubblicata sul numero in distribuzione questa settimana, è stata effettuata sottoponendo ad alcuni tra i principali broker presenti sul mercato italiano tre modelli di professionista tipo, modulati in base alle età e al fatturato. Un quarantenne con 100mila euro di fatturato pagherà un premio variabile tra i 1.500 e i 2mila euro, a seconda del broker. In cambio avrà copertura per sinistri fino a 2,5 milioni e dovrà coprire da solo danni fino a 2.500 euro (la cosiddetta franchigia). Un po' meno pagherà chi si rivolge a Inarcassa che, grazie alla convenzione con Willis, offre condizioni mediamente migliori di almeno il 20% rispetto al resto del mercato. Dovunque si vada, comunque, si parla di una spesa tra l'1% e il 2% delle entrate del progettista; normale che tutti stiano studiando con grande attenzione cosa fare.

«Sono rimasti senza copertura soprattutto i professionisti che pagheranno premi più modesti; la fascia alta del mercato è già assicurata da tempo», spiega Maurizio Ghilosso, amministratore delegato di Dual Italia. Il motivo è che quelli che lavorano nel settore pubblico erano già vincolati ad avere la copertura, mentre molti degli altri hanno sottoscritto un contratto l'estate scorsa, prima che l'avvio dell'obbligo fosse rinviato di un anno.

Per chi è rimasto in mezzo al guado, va detto, la legge non è molto stringente. Gli operatori lo dicono sottovoce: la norma impone solo che i professionisti siano assicurati, non dice molto sulla sostanza della copertura. Allora, senza ipocrisie, la prima scelta da fare è se sottoscrivere un contratto che dia garanzie reali o prendere un pezzo di carta solo per essere formalmente in regola. In questo caso ci si assumono grossi rischi. Nella prima ipotesi, invece, c'è da faticare parecchio, perché gli elementi da verificare sono moltissimi e non tutti di immediata comprensione.


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