Lavori Pubblici

Autorizzazioni paesaggistiche, il Consiglio di Stato frena sulla semplificazione

Alessia Tripodi

Autorizzazione paesaggistiche, il Consiglio di Stato mette un freno alle procedure semplificate per gli interventi di lieve entità. Secondo i giudici la bozza di regolamento del Governo sugli interventi di minore impatto (che modifica il Dpr 9 luglio 2010, n. 139 sui procedimenti semplificati a norma dell'art. 146, comma 9 del Dlgs. 42/2001, cioè il Codice dei beni culturali e del paesaggio) lascia troppo spazio al «fai-da-te», dando spazio, per esempio, all'installazione di tende o insegne senza regole o a occupazioni temporanee senza controllo. Esiste, infine, anche un problema formale: la legge (art. 44 del Dl 5/2012) prevede che gli interventi oggetto delle semplificazioni siano individuati con Dpr e, dunque, le regole non possono essere fissate con un decreto ministeriale.

I rilievi di Palazzo Spada sono contenuti nel parere n. 1136 dell'11 marzo scorso (scarica il testo ), secondo il quale la bozza di regolamento - che applica il regime semplificato a quasi tutti gli interventi di lieve entità a prescindere dal vincolo esistente sull'area interessata dall'intervento stesso ed elenca i casi di «maggiore impatto» che non possono godere della semplificazione - non fornisce, dettagli sufficienti, per esempio, sulla collocazione delle insegne, sugli interventi sulle coperture degli edifici esistenti e sull'installazione di tende. Rispetto a queste ultime, il documento, non approfondisce il concetto di «piccole dimensioni» che giustifica l'esclusione dall'obbligo di autorizzazione paesaggistica.


© RIPRODUZIONE RISERVATA