Lavori Pubblici

Terre da scavo, la Pa può ridurre i termini per il piano di utilizzo

Giuseppe Latour

Unitel: i 90 giorni previsti dal Dm 161/2012 per la presentazione del piano prima dell'inizio dei lavori tutelano le amministrazioni e dunque possono essere ridotti

Il termine di 90 giorni previsto per la presentazione del piano di utilizzo può essere ridotto dalla pubblica amministrazione. Lo ha chiarito l'Unione nazionale dei tecnici degli enti locali (Unitel), con la risposta a un quesito sul Dm 161/ 2012, in materia di terre e rocce da scavo (vedi anche il nostro fascicolo on line ).

In discussione c'è l'articolo 5 del decreto ministeriale, che prevede la presentazione del piano di utilizzo «almeno 90 giorni prima dell'inizio dei lavori per la realizzazione dell'opera». Questa formulazione ha dato luogo a interpretazioni contrastanti, perché alcuni Comuni hanno dato l'assenso a espletare le procedure in termini più ridotti, mentre altri hanno imposto un rigido rispetto dei termini in questione.

Il parere dei tecnici degli enti locali propende per la prima ipotesi. Nella risposta, infatti, si legge che «trattandosi di termine a favore dell'amministrazione, nulla esclude che la Pa possa valutare in concreto l'interesse pubblico in un termine inferiore; in questo caso potrà espressamente (con atto formale) o implicitamente (mediante la tolleranza) consentire attività estrattiva prima del decorso del termine». I Comuni, quindi, possono legittimamente decidere di rinunciare a una loro prerogativa.

Ma c'è anche un altro motivo. Secondo il testo dell'Unitel, infatti, «non va dimenticato che il Dm 161 è atto legislativo di secondo grado, e quindi non può essere in contrasto con norme di rango superiore, in questo caso l'articolo 19 della legge n. 241/1990». Qui si stabilisce che l'impresa ha la possibilità di depositare la Scia ed effettuare immediatamente i lavori: un Dm non può fissare termini più lunghi, in deroga a questa disciplina.

Una risposta accolta positivamente dall'Ance, secondo la quale se l'amministrazione ha dato parere favorevole al piano di utilizzo, non serve aspettare tempi più lunghi: si può dare immediata esecuzione allo stesso, senza necessità di ulteriori provvedimenti, espressi o taciti, da parte della pubblica amministrazione.


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