Lavori Pubblici

Sportello unico edilizia, Comuni in affanno con la riforma del Dl 83/2012

a cura di Alessandro Arona

Nostra inchiesta su 12 grandi Comuni dopo il rafforzamento del Sue con il Dl 83/2012, in vigore dal 12 febbraio. Il nodo del ritardo "digitale"

Alcuni grandi Comuni, come Firenze, non hanno ancora attivato lo Sportello unico edilizia, nonostante dal 12 febbraio 2013 fosse obbligatorio (in base all'articolo 13 del Dl 83/2012) concentrare nel Sue tutte le attività di front-office per il privato in materia di pratiche edilizie, e affidare al Sue il compito di acquisire da altri uffici e da enti terzi (comprese le Soprintendenze) pareri e nulla osta, sgravando il proponente di questi compiti.
In prevalenza i Sue sono comunque operativi, spesso da tempo, ma ora, con le nuove disposizioni, sono in molti (tecnici comunali e professionisti) a temere un sovraccarico degli uffici, mentre la vera innovazione che sarebbe in grado di farli funzionare, la predisposizione di piattaforme informatiche per presentare e gestire le pratiche (compresi i pareri di terzi) è stata attivata (per il permesso di costruire) in poche decine di Comuni.
Dalla nostra inchiesta su 12 capoluoghi (Torino, Milano, Brescia, Verona, Padova, Bologna, Rimini, Ancona, Firenze, Roma, Bari, Napoli) emerge che senza i sistemi on line, l'obbligo per il Sue di gestire tutti i pareri di terzi rischia di mandare in tilt gli uffici, trasformando così la semplificazione in un boomerang.
«C'è anche un'inerzia da parte dei professionisti – ammette Fausto Savoldi, presidente nazionale dell'Ordine dei Geometri. «Molti tecnici preferiscono andare allo sportello, parlare con i funzionari comunali. Noi cerchiamo di spingere per l'informatizzazione, che significherebbe da una parte semplificazione e tempi più rapidi, ma d'altra anche più standardizzazione delle procedure e dunque riduzione dell'attuale ampia discrezionalità degli uffici comunali».

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L'INCHIESTA SULLE 12 CITTA'


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