Lavori Pubblici

Impianti termici, operativo il «patentino del frigorista»

Giuseppe Latour

In vigore il registro nazionale. Secondo le stime Unioncamere riguarda circa 50mila imprese attive nel settore del riscaldamento e della refrigerazione

Il registro nazionale dei frigoristi è finalmente operativo. Lo ha comunicato il ministero dell'Ambiente con la pubblicazione di una nota. In questo modo va definitivamente a regime la riforma che prevede nuovi obblighi per tutti gli operatori che lavorano nel settore del riscaldamento e della refrigerazione: secondo le stime di Unioncamere si tratta di circa 50mila imprese su tutto il territorio nazionale.

La comunicazione del dicastero guidato da Corrado Clini è stringata: «È operativo il registro telematico nazionale delle persone e delle imprese certificate, istituito ai sensi dell'articolo 13 del decreto 27 gennaio 2012, n. 43, presso il ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e gestito dalle Camere di commercio». Di fatto l'attivazione del nuovo elenco arriva in ritardo, perché era originariamente prevista per la fine del 2012.

Per capire di cosa si tratta serve fare un passo indietro. Il patentino del frigorista è il nuovo obbligo sancito dal Dpr 43/2012, che stabilisce un complesso di regole e certificazioni per chi lavora con i gas flurorati. Si tratta di tutte le imprese impegnate nel settore del riscaldamento e della refrigerazione.

Al registro dovranno iscriversi tutte le persone fisiche e le imprese che vogliono operare su gran parte degli impianti attualmente esistenti. Dal momento della creazione del registro, aziende e operatori hanno 60 giorni per iscriversi e per ottenere così un certificato provvisorio di sei mesi, entro i quali fare un esame e conseguire il certificato definitivo presso un organismo di certificazione riconosciuto da Accredia.

E proprio la questione degli organismi di certificazione ha provocato qualche ritardo di troppo. Fino a poche settimane fa erano appena cinque quelli già pronti a partire. Insomma, il rischio era creare un effetto imbuto, dannoso per le imprese che già lavorano in questo settore. Adesso, finalmente, il sistema è pronto a partire: nei prossimi otto mesi si giocherà la difficile partita dei certificati provvisori e degli esami.

Per completare la procedura sono stati pubblicati sul sito web del ministero dell'Ambiente i modelli delle istanze da presentare alle Camere di commercio competenti «relative alle domande di iscrizione al Registro, alle domande di certificazione provvisoria, alle dichiarazioni di deroghe ed esenzioni».


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