Lavori Pubblici

Controlli più leggeri sugli impianti termici, Dpr in Consiglio dei ministri

Saverio Fossati

Addio controlli annuali sulle caldaie, alleggeriti di molto costi e oneri su proprietari e condomini

Controlli sugli impianti termici adeguati alle esigenze Ue e limite minimo al fresco d'estate. Sono alcune delle principali novità dello schema di Dpr che approda oggi al Consiglio dei ministri (clicca qui per la bozza di Dpr e qui per l'Allegato A e l'Allegato B ). Il provvedimento incide sui Dpr 59/2009 e 412/93 e nasce dalla procedura d'infrazione in corso per il non completo recepimento della direttiva 2002/91/Ce.
Dall'entrata in vigore del Dpr la cadenza dei controlli sull'efficienza energetica sarà ogni 2 anni per gli impianti a combustibile liquido o solido e di 4 anni per quelli a gas, metano o gpl. Solo se la potenza termica è maggiore o uguale a 100 kW i tempi si dimezzano. Di fatto è una rivoluzione, perché quelli con potenza inferiore sono la quasi totalità. I limiti attuali, fissati dai Dlgs 192/2005 e 311/2006, sono più severi: per le caldaie sotto i 35 kW di potenza, i controlli sono annuali se il combustibile è liquido o solido, ogni 2 anni se l'impianto è a gas, è all'interno o supera gli 8 anni di età, ogni 4 se la caldaia è di tipo B o C ed è a gas. Tutti gli altri impianti si verificano una volta l'anno.
Novità anche in condominio o negli edifici con unico proprietario ma più unità immobiliari: il proprietario unico o l'amministratore dovranno esporre una tabella con: indicazione del periodo di accensione e orario di attivazione giornaliera, generalità e recapito del responsabile dell'impianto, codice dell'impianto assegnato dal Catasto territoriale degli impianti termici.

Cambiano invece la figura e le mansioni del responsabile dell'impianto (infatti viene abrogato l'articolo 11 del Dpr 412/93): la delega al "terzo responsabile" diventerà sempre possibile, tranne nel caso di impianti autonomi in singole unità immobiliari che non siano installati in locali tecnici dedicati (come spesso accade nelle villette). I responsabili rispondono del mancato rispetto delle norme relative all'impianto, anche sotto il profilo della sicurezza e della tutela ambientale. Se l'impianto non è a norma, non si può delegare la faccenda al terzo responsabile, a meno che la delega non preveda i necessari interventi e la relativa copertura finanziaria: queste garanzie, in condominio, devono essere approvate con delibera.
Viene anche fissato il limite dei gradi (media ponderata dei singoli ambienti) sotto i quali non è consentito, nei mesi estivi, abbassare ulteriormente la temperatura: 26 gradi (con -2° di tolleranza).


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