Lavori Pubblici

Sportello unico più forte, scaduto ieri il termine per adeguarsi. I testi e gli approfondimenti

a cura di Alessandro Arona

I Comuni avevano sei mesi di tempo per rendere operative le novità dell'articolo 13 del decreto sviluppo 83/2012. Compiti alleggeriti a operatori e professionisti nella raccolta di permessi e documenti

L'articolo 13 del decreto legge 22 giugno 2013, n. 83 (convertito con la legge 7 agosto 2012, n. 134) dava ai Comuni un termine massimo di sei mesi entro il quale applicare le novità da esso introdotte in materia di sportello unico edilizia e procedura per il rilascio del permesso di costruire. E tale termine è scaduto ieri, 12 febbraio 2013. Dunque da ora in poi niente più alibi ai Comuni: si potrà pretendere l'applicazione delle norme del Dl 83, che modificano l'articolo 5 del Testo unico edilizia (Dpr 380/2001).

Queste in pillole le principali novità (clicca sui correlati qui a sinistra per approfondire, con il testo della legge e i commenti di Basile, Luches e Stella Richter):

1) Sportello unico più forte
I Comuni devono organizzarsi per fare in modo che lo Sportello (Sue) diventi per il privato l'unico punto di accesso e l'unico referente in materia di pratiche edilizie. Per la procedura di rilascio del permesso di costruire, in particolare, spetta al responsabile dello Sportello acquisire tutti gli atti o permessi o documenti necessari al fine della conclusione del procedimento, sia interni che esterni allo stesso Comune, compresi gli atti di assenso delle Soprintendenze e in generale delle amministrazioni preposte alle tutele. Il privato (proprietario immobiliare, costruttore, professionista incaricato) viene alleggerito del compito di cercare i documenti mancanti, sapendo che se il Sue non rispettarà i termini di legge per il rilascio del permesso, potrà essere attivato il silenzio-assenso.

2) Conferenza di servizi più flessibile
Nel procedimento di rilascio del permesso la conferenza non è più obbligatioria, sarà il responsabile del procedimento (Rup) a decidere se gli conviene, oppure se ritiene di fare più presto chiedendo atti e pareri singolarmente. Se però entro i 60 giorni di leggi tali atti non arivano o sono negativi, il Rup deve obbligatoriamente convocare una conferenza, con le sole amministrazioni che non si sono espresse favorevolmente, per tentare di arrivare a un'intesa.

3) Più forti anche Scia e Dia
L'articolo 13 del Dl 83, precisando alcuni punti delle normative previgenti, amplia il campo d'azione della Scia, stabilendo che rientrano nel campo dell'autocertificazione asseverata dal tecnico tutti gli atti, pareri e documenti chiesti non solo dalle leggi ma anche da norme di tipo regolamentare (ad esempio i regolamenti edilizi e le norme tecniche dei Prg), e anche della Dia, stabilendo che possono essere asseverati anche atti o pareri o verifiche tecniche chieste ai fini della realizzazione degli interventi edilizi ammissibili.

4) Edilizia libera per i capannoni industriali
Questa modifica non era soggetta ai sei mesi di "vacatio", dunque è in vigore dall'8 agosto 2012. Modificando l'articolo 6 del testo unico si inseriscono nuovi interventi nella categoria dell'edilizia libera con comunicazione di inizio lavori al Comune (asseverata da un tecnico). In particolare si possono fare in questo modo semplificato: a) le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti a esercizio di impresa; b) le modifiche della destinazione d'uso dei locali adibiti ad esercizio di impresa.


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