Lavori Pubblici

Durc, niente controlli sulla regolarità contributiva dei soci delle aziende di capitale

Giuseppe Latour

Lo ha affermato il ministero del Lavoro in risposta a un interpello dello scorso 24 gennaio. Una pronuncia che afferma come il capitale delle persone fisiche e quello delle persone giuridiche va tenuto accuratamente distinto

I controlli sulla regolarità contributiva non possono riguardare i singoli soci, nelle società di capitali. È quanto ha affermato il ministero del Lavoro in risposta all'interpello n. 2 del 2013 dello scorso 24 gennaio. Una pronuncia che afferma come il capitale delle persone fisiche e quello delle persone giuridiche, in questo caso, vada tenuto accuratamente distinto.

L'intervento del ministero del Lavoro trae spunto da un interpello del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro. Nel quale si chiedeva di sapere se, «in caso di richiesta di un Documento unico di regolarità contributiva (Durc) che preveda la verifica della posizione ai fini degli obblighi contributivi previdenziali nei confronti dell'Inps di una società di capitali, la stessa debba essere effettuata anche sulla posizione personale dei singoli soci e, in tal caso, in presenza di eventuali pregresse irregolarità contributive, se debba essere negata la regolarità contributiva della società».

La risposta del ministero parte dagli adempimenti necessari in fase di rilascio del Durc. Nelle società di capitali, in particolare, «trattandosi di persone giuridiche caratterizzate da autonomia patrimoniale perfetta» e, quindi, dalla separazione completa tra il capitale sociale e il patrimonio personale dei soci, «il controllo di regolarità nei versamenti contributivi deve essere effettuato sulla contribuzione dovuta dai datori di lavoro per i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato e dai committenti che occupano lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, resa anche nella modalità a progetto, aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione».

Quindi, non devono esserci controlli sui singoli soci ma sulla società. «Ciò in considerazione del fatto che, nelle società di capitali, l'irregolarità della posizione contributiva personale dei singoli soci non può rilevare ai fini dell'accertamento dell'irregolarità delle stesse società che, in ragione del regime patrimoniale civilistico che le regola, non possono essere chiamate a rispondere delle irregolarità contributive riferibili ai medesimi soci».

Le società di capitali, infatti, sono titolari di un patrimonio autonomo da quello dei loro soci e rispondono delle loro obbligazioni, per definizione, entro i limiti del proprio patrimonio. «La posizione dei soci, pertanto, non deve essere oggetto di verifica al fine del rilascio del Durc che sia richiesto per effettuare il controllo di regolarità della società di capitali». A differenza di quanto avviene nelle società di persone, che hanno un assetto giuridico completamente diverso.


© RIPRODUZIONE RISERVATA