Lavori Pubblici

Corte Ue: illegittimo escludere le imprese semplici dagli appalti pubblici

Mauro Salerno

Bocciata la disposizione dell'Autorità di vigilanza. La forma giuridica non conta: è ammesso a presentare un'offerta qualsiasi soggetto o ente che, considerati i requisiti indicati nel bando di gara, si reputi idoneo a garantire l'esecuzione di un appalto, in modo diretto oppure facendo ricorso al subappalto

È illegittimo escludere le società semplici dalla possibilità di partecipare agli appalti pubblici. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia europea, con un'ordinanza relativa al ricorso di un imprenditore agricolo contro la revoca dell'attestazione che lo abilitava a partecipare alle gare d'appalto. Secondo la Corte le norme europee impediscono di vietare «a una società semplice qualificabile come imprenditore, ai sensi della direttiva 93/37, di partecipare alle gare d'appalto esclusivamente a causa della sua forma giuridica».

La vicenda prende le mosse da lontano. Protagonista è l'azienda agricola Porro Savoldi che aveva ottenuto l'iscrizione all'albo nazionale costruttori nella categoria relativa alle opere di movimento terra, sistemazione agraria, verde e arredo urbano. Con la scomparsa dell'Anc l'attestazione era stata confermata dalla Soa Cqop fino a che nel 2004 l'Autorità di vigilanza, con la comunicazione 42/2004, ha vietato alle Soa di rilasciare l'attestazione in favore delle società semplici. Nel 2005 la Cqop ha quindi revocato il lasciapassare rilasciato alla Savoldi, che, di conseguenza, ha proposto un ricorso dinanzi al Tar Lazio.

Il Consiglio di Stato - che ha chiamato in causa la Corte Ue - ricorda che, secondo la giurisprudenza nazionale, il divieto per le società semplici di partecipare alle pubbliche gare d'appalto è considerato ragionevole e non discriminatorio, in quanto giustificato dalla natura e dalla particolare disciplina di tali società, che secondo «una consolidata interpretazione di diritto interno può essere costituita soltanto per l'esercizio di attività non commerciali» ed è riferita alla figura dell'imprenditore agricolo. In particolare, le società semplici si caratterizzano per l'assenza di un capitale minimo, per la responsabilità, in linea di principio, limitata ai soci che hanno agito in nome e per conto della società, nonché per essere escluse dalle procedure fallimentari.

Tutto ciò però per la Corte non basta determinare l'esclusione dal mercato degli appalti. «Sia dalla normativa dell'Unione sia dalla giurisprudenza della Corte Ue - ricorda la Corte - risulta che è ammesso a presentare un'offerta qualsiasi soggetto o ente che, considerati i requisiti indicati nel bando di gara, si reputi idoneo a garantire l'esecuzione di un appalto, in modo diretto oppure facendo ricorso al subappalto, indipendentemente dal suo status e dal fatto di essere attivo sul mercato in modo sistematico oppure soltanto occasionale».


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