Lavori Pubblici

Consiglio di Stato: no ai rimborsi spese nel Dm 140 sui compensi liquidati dal giudice

Giuseppe Latour

Palazzo Spada boccia il decreto correttivo del Dm 140/2012 ma, secondo gli ingegneri, lo stop non pregiudica i nuovi compensi per i professionisti contenuti nel cosiddetto decreto «parametri bis»

Il Consiglio di Stato boccia il decreto correttivo del Dm 140/2012, ma resta salvo il tanto atteso decreto parametri bis. I giudici di Palazzo Spada hanno, infatti, appena licenziato il parere n. 161 del 18 gennaio 2013, che affronta la materia dei compensi liquidati da un organo giurisdizionale per le professioni vigilate dal ministero della Giustizia. Mettendo nel mirino la parte relativa al calcolo delle spese.

Architetti, ingegneri e geometri, però, hanno poco da temere da questo intervento. Il decreto esaminato dal Consiglio di Stato, infatti, si propone di correggere alcune criticità emerse nella fase applicativa del primo decreto parametri. Che, come noto, riguarda i compensi liquidati in tribunale e non gli importi da porre a base di gara.

Una modifica ipotizzata dal correttivo chiedeva di rivedere il comma 2 dell'articolo 1, andando ad aggiungere al compenso la liquidazione forfettaria delle spese, calcolandola in una misura compresa tra il 10 e il 20% dell'onorario. Questa proposta, però, è stata seccamente bocciata dai giudici. Che hanno richiamato il principio in base al quale il compenso deve essere omnicomprensivo, come stabilito dal decreto liberalizzazioni (Dl n. 1/2012). E hanno ritenuto non coerente con questa regola il rimborso delle spese, «considerato anche che le spese relative alla gestione complessiva dello studio professionale devono ritenersi già incluse nel compenso e prese in considerazione ai fini della liquidazione dello stesso».

Nella sostanza, quindi, Palazzo Spada ha escluso la possibilità di liquidare le spese in via forfettaria, anche per i progettisti, ma solo all'interno dei tribunali. Un'ipotesi residuale e meno pesante rispetto a quella regolata dal decreto parametri bis, che invece si occupa di importi da porre a base delle gare di progettazione. E che, invece, prevede ancora la liquidazione delle spese in via forfettaria.

Sul punto, gli ingegneri precisano che la decisione appena arrivata non intacca in alcun modo i principi del nuovo decreto parametri. Come spiega il consigliere tesoriere del Consiglio nazionale degli ingegneri, Michele Lapenna: "Nel caso del primo decreto si parlava di compensi liquidati "ex post", dopo la prestazione. Con il decreto in arrivo si parla di compensi liquidati "ex ante", prima della prestazione. Sono quindi due ipotesi completamente diverse".


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