Lavori Pubblici

Le tariffe Soa sono derogabili? Decide la Corte di Giustizia Ue

Mauro Salerno

Sarà la Corte di giustizia europea a decidere se è possibile offrire degli sconti sulle tariffe imposte dal regolamento sugli appalti per la qualificazione delle imprese al mercato dei lavori pubblici. A sollevare la questione dinanzi alla Corte Ue è stato il Consiglio di Stato chiamato a giudicare una controversia che oppone il ministero dello Sviluppo Economico e l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici alla Soa nazionale costruttori. Oggetto del contendere: l'inderogabilità delle tariffe previste dal Dpr 34/2000 e dal Dpr 207/2010 per l'attività di attestazione delle imprese effettuate dalle Soa.

La vicenda nasce dall'iniziativa di Soa nazionale costruttori che, come ricostruisce una nota della Corte Ue, «ha dapprima presentato al Ministero dello Sviluppo Economico un quesito per l'abrogazione dell'obbligatorietà di tariffe fisse o minime e l'attestazione; ha quindi comunicato all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori che avrebbe provveduto ad offrire alle imprese uno sconto sui corrispettivi».

La vicenda è finita davanti ai giudici amministrativi. Nel 2011 il Tar del Lazio ha ammesso la derogabilità delle tariffe minime relative all'attività di attestazione. La sentenza è stata impugnata dinanzi al Consiglio di Stato. Palazzo Spada si rivolge ora alla Corte di Giustizia europea chiedendo «se i principi comunitari in materia di concorrenza ostino all'applicazione delle tariffe previste dal Dpr 34/2000 e 207/2010 per l'attività di attestazione delle società organismi di attestazione».


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