Lavori Pubblici

Società di professionisti, ancora fermo il regolamento attuativo

Giuseppe Latour

Freyrie: «Da troppi mesi il provvedimento giace in un cassetto ministeriale»

I progettisti la attendevano già dopo l'estate scorsa. Ma siamo ormai in vista della primavera 2013 e ancora non ci sono segnali che la partita si sblocchi. Il riferimento è alle società di professionisti, che aspettano ancora la pubblicazione ufficiale del loro regolamento attuativo. Così il presidente del Consiglio nazionale degli architetti Leopoldo Freyrie ha deciso di prendere carta e penna e scrivere al presidente del Consiglio Mario Monti, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e ai ministri della Giustizia e dello Sviluppo economico Paola Severino e Corrado Passera. L'obiettivo è ottenere la pubblicazione del provvedimento prima delle prossime elezioni.

«Sono anni – si legge nella lettera - che chiediamo ed attendiamo che i liberi professionisti possano formare apposite società, come avviene nel resto d'Europa, ma da troppi mesi ormai il provvedimento che dà attuazione alle società tra professionisti giace in un cassetto ministeriale». La causa principale di questo rallentamento viene individuata nell'opposizione degli avvocati che, però, «dopo il varo della loro riforma, non ha più alcun motivo d'essere».
Arrivati a questo punto, con la legislatura ormai agli sgoccioli e la riforma forense varata «ogni ulteriore ritardo – continua la lettera - sarebbe non solo ingiustificabile ma anche dannoso per oltre un milione di professionisti italiani, in particolare per i giovani che, anche grazie ai provvedimenti da voi stessi adottati quali le "start up" e le "società a 1 euro", si troverebbe, invece, nelle condizioni per un migliore accesso al lavoro, integrando le competenze e mettendo assieme le risorse».

La missiva è anche occasione per richiamare il Governo su un'altra questione: le reti di impresa. «Lo stesso riguardo alla possibilità di accesso dei professionisti italiani alle reti d'impresa, che l'agenzia delle Entrate impropriamente nega agli iscritti agli albi dei professionisti che, in questa situazione, non possono far parte dei gruppi europei di interesse economico».
Insomma, così come i progettisti sono stati rapidi nel preparare la strumentazione attuativa della riforma delle professioni, lo stesso deve fare l'Esecutivo per le parti di sua competenza. «I doveri di attuazione della riforma – conclude Freyrie - sono una nostra responsabilità in quanto organi ausiliari dello Stato, e ne siamo consapevoli, così come lo siamo per quanto concerne la vostra responsabilità riguardo all'attuazione di leggi e di norme comunitarie in vigore».


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