Lavori Pubblici

Banca dati appalti, l'Autorità rinvia l'obbligo a luglio 2013

Giuseppe Latour

Consultazione in tempi record per l'avvio di Avcpass, pubblicata la delibera - Sistema sperimentale fino a luglio 2013, quando per le stazioni appaltanti scatterà l'obbligo di utilizzo del nuovo portale per la verifica dei requisiti delle imprese

Fase sperimentale da gennaio, ma solo per i grandi appalti. E obbligo rinviato da aprile a luglio. L'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha completato a tempo di record la sua consultazione e ha appena pubblicato la delibera che avvia il meccanismo di «Avcpass», la Banca dati sui contratti pubblici (scarica il testo ). E la novità più importante è che si partirà tra sei mesi, in ritardo rispetto alle previsioni dell'articolo 6 bis del Codice appalti.
Incassato il via libera del Garante per la privacy, l'Autorità disegna un sistema con tempi leggermente più lunghi rispetto alla prima bozza del provvedimento. Dal primo gennaio, infatti, non ci saranno obblighi per nessuno, ma solo la possibilità per gli appalti di lavori in procedura aperta sopra i 20 milioni di euro di usare il nuovo portale Avcpass.
Per queste gare l'obbligo vero e proprio scatterà solo dal primo luglio 2013, quando le stazioni appaltanti non avranno altra strada per verificare i requisiti delle imprese. Da marzo 2013, poi, gli appalti sopra i 40mila euro potranno cominciare a usare il nuovo strumento; per loro l'obbligo scatterà sempre da luglio. Fanno eccezione i settori speciali e le gare gestite con sistemi telematici: per loro l'utilizzo facoltativo della Banca dati scatterà dal primo ottobre e l'obbligo da gennaio 2014.

A conti fatti, quindi, il nuovo regime transitorio appare meno cadenzato della prima ipotesi. Non ci saranno più diversi step a partire da aprile 2013, con l'ingresso progressivo di diverse fasce del mercato nella Banca dati, ma l'avvio per quasi tutti della novità da luglio del 2013. Fino ad allora il sistema resterà sperimentale. Con la prima bozza – va ricordato – l'obbligo per gli appalti sopra il milione di euro (che valgono tre quarti del mercato) scattava già ad aprile 2013 (vedi articolo ). Nella sostanza, quindi, via di Ripetta si è concessa tre mesi in più per organizzare tutto. La banca dati, poi, andrà pienamente in funzione da gennaio del 2014, quando il regime di obbligatorietà sarà esteso anche ai settori speciali e alle gare elettroniche.

Questi i tempi con i quali Avcpass – così si chiama il nuovo portale dell'Authority – darà alle stazioni appaltanti la possibilità di verificare in via telematica e in un colpo solo tutti i requisiti di chi parteciperà alle gare. Al momento della pubblicazione del bando la stazione appaltante si iscriverà al portale, comunicando via via il dettaglio dei partecipanti cui verrà assegnato un codice identificativo da riportare nella busta amministrativa, insieme alle auto-dichiarazioni sul possesso dei requisiti che allo stato attuale vengono verificate dalla Pa.
In questo modo potranno essere verificati in automatico i requisiti generali relativi alla presenza nel registro delle imprese (Unioncamere), al casellario giudiziario (ministero della Giustizia), alla regolarità contributiva (Inarcassa, Inail), alla documentazione antimafia (ministero degli Interni), alla regolarità fiscale (Agenzia entrate). E i requisiti tecnico-organizzativi sui bilanci (Unioncamere), certificazione di qualità (Accredia), fatturato ed elenco soci (Entrate), consistenza media del personale (Inps).
Il sistema, almeno nella prima fase, potrebbe avere qualche rallentamento, perché per adesso l'Autorità avrà accesso diretto solo ai dati di Inarcassa. In tutti gli altri casi farà solo da intermediario tra la Pa competente, che comunicherà la sua documentazione in forma cartacea, e le stazioni appaltanti. I dati saranno conservati dall'autorità solo per 60 giorni dopo l'aggiudicazione definitiva.


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