Lavori Pubblici

La risposta dei progettisti: i compensi calano sempre con valori tra il 7% e il 30%

Giuseppe Latour

Ingegneri e architetti rispondono alle simulazioni pubblicate da «Edilizia e Territorio» sul decreto parametri bis. E smentiscono che i nuovi importi a base di gara possano essere più alti di quelli utilizzati in passato. Secondo le loro proiezioni, la tendenza del nuovo decreto è opposta: i compensi calano sempre con valori che oscillano tra il sette e poco meno del 30%, a seconda delle tipologie di opera.
Lo studio, preparato dal Consiglio nazionale degli ingegneri e dal Consiglio nazionale degli architetti a supporto del lavoro di redazione del decreto parametri bis, mostra il confronto tra le vecchie e le nuove tariffe. E il risultato è che, rispetto al Dm 4 aprile 2001, architetti e ingegneri dovrebbero perdere qualcosa. Guardando all'edilizia residenziale, un'opera da 250mila euro prima portava un compenso di circa 85mila euro, adesso porta un compenso di poco inferiore agli 80mila, con un calo vicino al 7 per cento. Calo più marcato al crescere del valore del lavoro: nel caso di un'opera da 10 milioni di euro, infatti, il progettista prima incassava poco meno di 1,4 milioni e adesso si vedrà corrispondere 1,2 milioni di euro, con un calo di poco inferiore al 14 per cento.

Le curve elaborate dagli ordini mostrano questo stesso effetto per tutte le tipologie di progettazione. Prendiamo il caso di un edificio monumentale da un milione di euro: prima si riceveva un compenso di 288mila euro, adesso si va poco sopra i 260mila, con un calo del 10 per cento. Nel caso di una strada con ponti da 16 milioni di euro, addirittura, si registra un taglio del 22 per cento. Il compenso, con il vecchio Dm, risultava pari a 1,8 milioni di euro, mentre con il nuovo decreto parametri sarà di 1,4 milioni.
Trend simile a quello registrato per le opere idrauliche: una fognatura da 10 milioni di euro prima veniva compensata con 762mila euro, adesso varrà poco meno di 600mila euro, con un calo del 22 per cento. Ma il vero calo record c'è per la viabilità ordinaria: una strada da 10 milioni di euro prima veniva compensata con 770mila euro, adesso con meno di 570mila. In questo caso la sforbiciata è vicina al 27 per cento.

Insomma, il senso dei numeri elaborati dal Consiglio nazionale degli architetti e dal Consiglio nazionale degli ingegneri è chiaro: le nuove "tariffe" consentirebbero, nella migliore delle ipotesi, valori leggermente inferiori a quelli del Dm 4 aprile 2001. Perché nelle ipotesi peggiori si andrebbe, come detto, verso sforbiciate parecchio pesanti.
In questo senso, Cni e Cna criticano direttamente le simulazioni pubblicate da Edilizia e Territorio nei giorni scorsi, dalle quali emerge un trend esattamente opposto. Per esemplificare la differenza di visione, i progettisti hanno rifatto i calcoli relativi all'opera stradale da 68 milioni di euro, per la quale con le nostre simulazioni risultava un compenso di 3,1 milioni di euro con il Dm del 2001 e un compenso di 3,5 milioni con il decreto parametri bis. Il calcolo dei progettisti è diverso e riporta che, con il vecchio Dm, il compenso era pari a 4 milioni, mentre con il nuovo decreto ci si ferma a 3 milioni di euro. Con un calo del 25 per cento, in linea con i numeri riferiti sopra.

Dice Michele Lapenna, tesoriere del Cni: "Siamo convinti che quanto prescritto dalla legge sia stato rispettato e che nel decreto parametri bis ci siano corrispettivi inferiori rispetto alla vecchia tariffa. In più, va sottolineato che il nuovo decreto consente un calcolo più preciso, perché individua in maniera precisa le singole tipologie di opera all'interno delle macrocategorie".
Paolo Nardocci, ingegnere che ha collaborato all'elaborazione delle simulazioni, conferma la bontà del lavoro pubblicato da Edilizia e Territorio: "Senza entrare in polemica con il Cni, la non coincidenza nei risultati ottenuti è imputabile principalmente ad una differente impostazione di base delle valutazioni. In un caso è stata considerata una classe diversa di infrastruttura, mentre in un altro è stata applicata una differente articolazione dell'opera nelle categorie previste dal decreto parametri bis. In entrambi i casi, infine, sono stati valutati onorari composti da prestazioni differenti. I risultati diversi dipendono da questo. Quindi resta possibile che il decreto parametri bis generi onorari maggiori rispetto al Dm 4 aprile 2001". (clicca qui per i dettagli )


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