Lavori Pubblici

Il Dl sviluppo-bis è legge: dalle cauzioni alle reti di impresa tutte le modifiche al Codice appalti

Mauro Salerno

Il Dl 179/2012 è stato convertito nella legge 221/2012. Con la pubblicazione in Gazzetta si allunga la lista delle correzioni apportate alla disciplina degli appalti dal Governo Monti e diventano operative tutte le novità dallo svincolo delle garanzie all'obbligo di stipulare i contratti in forma digitale

Altre otto correzioni alle norme sugli appalti pubblici (tra codice e regolamento di attuazione), più una serie di interventi sulle infrastrutture, con la conferma del credito di imposta confinato ai project financing di importo superiore a 500 milioni, l'introduzione dell'anagrafe delle stazioni appaltanti, l'istituzione di un fondo unico per l'edilizia scolastica, il trasferimento a imprese e professionisti del costo di pubblicazione dei bandi di gara e degli avvisi di aggiudicazione sui quotidiani.

È quanto porta in dote il secondo provvedimento del Governo Monti dedicato al tema della crescita: il cosiddetto decreto sviluppo bis. Il provvedimento che converte il Dl 179/2012 nella legge 221/2012 è stato pubblicato oggi, ultimo giorno utile per la conversione, in Gazzetta Ufficiale (numero 294 del 18 dicembre 2012, clicca qui per scaricare il testo del Dl 179 coordinato con le modifiche apportate i sede di conversione ).

Ripercorriamo in sintesi i principali contenuti del provvedimento.

Contratti di appalto informatici. Tra le modifiche al Dlgs 163/2006 (Codice degli appalti) spunta l'obbligo di stipulare in contratti di appalto «con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica, secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante». L'obbligo di stipulare in contratti in modalità digitale scatta dal primo gennaio 2013 «a pena di nullità».

Credito d'imposta al Pf. Resta a 500 milioni la soglia minima per la concessione del credito di imposta fino a un massimo del 50% dell'investimento alle opere da realizzare in project financing. Per queste opere non deve essere previsto contributo pubblico e deve essere accertata, tramite delibera Cipe, la non sostenibilità del piano economico-finanziario. Sono escluse le opere già aggiudicate. In tema di grandi opere sono confermate anche le norme relative alla verifica del progetto del Ponte sullo stretto di Messina ed è introdotta una modifica al Codice che riguarda il comma 4 dell'articolo 183 sulle procedure di valutazione dell'impatto ambientale delle grandi opere.

Project bond. Tra i tanti tagli, è stata confermata la possibilità per le società che gestiscono servizi pubblici locali e di telecomunicazione di emettere obbligazioni di progetto per il finanziamento di opere. Viene introdotta attraverso una doppia modifica a comma 4 dell'articolo 157 del Codice appalti.

Reti di impresa
. Anche le reti di impresa potranno partecipare al mercato dei lavori pubblici. La novità, inserita in un primo tempo nel Ddl semplificazioni bis, è stata recuperata nel maxiemendamento presentato alla legge di conversione del decreto sviluppo bis. I network di Pmi saranno assimilati a consorzi e raggruppamenti temporanei di imprese, modificando gli articoli 34 e 37 del codice.

Qualificazione
. Per gli appalti sopra i 20 milioni l'impresa potrà documentare la propria attività usando i migliori cinque anni del decennio antecedente la pubblicazione del bando. L'estensione dell'agevolazione avviene mediante una correzione al regolamento di attuazione del codice (Dpr 207/2010). Prorogata a fine 2013, anche, la norma in base alla quale la tolleranza per la verifica triennale Soa della congruità dell'impresa nel rapporto tra attrezzature, personale e lavori fatturati può essere del 50% (dal vecchio 25%).

Garanzie fideiussorie
. Si tratta di una norma pensata in funzione anticrisi. L'obiettivo è sopperire in qualche modo alla crisi di liquidità delle imprese attraverso l'aumento della quota di cauzione svincolabile in corso d'appalto che sale dal 75 all'80 per cento. Oltre questo (tramite l'introduzione dell'articolo 237-bis del Dlgs 163/2006), viene anche previsto che, in caso di ritardo nella messa in esercizio dell'opera superiore a un anno, scatta lo svincolo automatico. Le imprese, quindi, non risponderanno più degli inadempimenti della Pa.

Anagrafe unica delle stazioni appaltanti
. Le stazioni appaltanti avranno l'obbligo di richiedere l'iscrizione presso la banca dati degli appalti che sarà gestita dall' Autorità, pena «la nullità degli atti adottati e la responsabilità amministrativa e contabile dei funzionari responsabili». Le modalità di iscrizione e di funzionamento dell'anagrafe saranno stabilite con una delibera dell'Autorità.

Conferenza di servizi lunga. Nasce il contraddittorio lungo in caso di dissenso di una Regione o di una Provincia autonoma. Se l'amministrazione locale dovesse mostrare la propria opposizione al progetto, il Governo incardinerà una serie di tre incontri a distanza di trenta giorni l'uno dall'altro. E solo all'esito negativo di questi potrà comunque procedere senza il via libera della Regione.

Bandi sui quotidiani. Scatta il primo gennaio 2013 anche la norma che fa transitare le spese per la pubblicazione dei bandi sui giornali dalla stazione appaltante all'impresa o al progettista scelto in gara. La norma ha già suscitato le proteste di costruttori e professionisti.

Edilizia scolastica. L'articolo 11 del Dl 179 prevede che il ministero dell'istruzione insieme agli enti locali possano promuovere la costituzione di società, consiorzi o fondi immobiliari per avviare iniziative di riqualificazione o costruzione di nuovi complessi scolastici, anche mediante «conferimento o apporto da parte delle amministrazioni proprietarie di immobili destinati a uso scolastico o di immobili complementari ai progetti di rigenerazione, in coerenza con le destinazioni individuate negli strumenti urbanistici». Non solo. Il decreto prevede la possibilità di stipulare contratti di servizio energia per contenere i consumi energetici delle scuole e l'istituzione di un fondo unico per l'edilizia scolastica. Tutti i nuovi edifici, infine, dovranno essere dotati di rete per la connessione a internet.

Rete ferroviaria italiana.
Passa per una modifica al Dlgs 163 anche il nuovo meccanismo di finanziamento di Rfi nelle opere transfrontaliere.Per le opere di legge obiettivo, nel caso di interventi il cui soggetto aggiudicatore non sia Rfi ma una società sua partecipata, i fondi dovranno essere assegnati dal Governo direttamente a Rfi. La norma è costruita per due ipotesi specifiche: il tunnel del Brennero e la Torino-Lione. In questi casi Rete ferroviaria italiana agisce all'interno di due consorzi internazionali: Bbt, insieme alle ferrovie austriache, e Ltf, insieme al gestore dell'infrastruttura francese. Il nuovo schema prevede che i fondi vengano assegnati a Rfi che, a sua volta, li trasferirà nel consorzio attraverso un aumento di capitale, sul modello di quanto già fanno i partner stranieri.

Impianti termici. Riscritta la norma (articolo 5, comma 9, Dpr 412/1193) che impone l'obbligo di collocare sopra il tetto dell'edificio lo sbocco di evacuazione dei prodotti della combustione degli impianti termici in funzione nei condomini. L'obbligo prima previsto per alcuni tipi di interventi sull'edificio e sugli impianti viene ora reso generale. L'eccezione riguarda l'installazione di caldaie di ultima generazione (caldaie a condensazione) per cui è ancora possibile mantenere lo scarico in facciata, rispettando alcuni paletti in termine di distanze di rispetto da finestre e aperture di ventilazione.



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