Lavori Pubblici

Immobili, modificate le linee guida per l'efficienza: stop alle autodichiarazioni in classe G

Maria Chiara Voci

Pubblicato il decreto del ministero dello Sviluppo economico 22 novembre 2012: i proprietari dovranno ricorrere all'aiuto di un professionista abilitato per compilare l'attestato

Anche in Italia, come nel resto d'Europa, non basterà più autocertificare la classe energetica G (la più bassa) per poter vendere un alloggio o un immobile esistente. I proprietari dovranno ricorrere all'aiuto di un professionista abilitato per compilare l'attestato di efficienza. Anche se potranno ricorrere, nel caso l'immobile sia inefficiente sotto l'aspetto dei consumi e nelle regioni in cui non c'è una regola locale per la certificazione, a una procedura semplificata.

La novità, già annunciata dopo il via libera del Governo al cambio di rotta, è operativa con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale (n. 290 del 13 dicembre 2012, parte I), del decreto del ministero dello Sviluppo economico del 22 novembre 2012 (clicca qui per scaricare il testo ), che modifica il precedente Dm 26 giugno 2009 (le linee guida nazionali).

La norma sana (almeno per un aspetto) la procedura di infrazione aperta nel 2011 dall'Europa nei confronti dell'Italia (per cui il 19 luglio scorso era stato anche presentato un ricorso alla Corte di Giustizia Europea): l'accusa per il nostro Paese era di aver recepito in maniera incompleta la Direttiva 2002/91/CE del 16 dicembre 2002 sul rendimento energetico in edilizia.
In particolare, con il Decreto in Gazzetta, viene cancellato dall'allegato A delle linee guida il paragrafo 9, che dava la possibilità di autodichiarare la classe G, al momento del trasferimento a titolo oneroso, per edifici e unità con scarse prestazioni energetiche. Una violazione all'art. 7, paragrafi 1 e 2, della Direttiva comunitaria.

L'autodichiarazione potrà, comunque, essere sostituita da una delle procedure di certificazione semplificate, definite già all'interno del Dm del 26 giugno 2009, nelle Regioni sprovviste di una normativa in materia. Nelle altre, invece, nella maggior parte dei casi la disciplina locale escludeva già il ricorso di default alla classe G.

Esentati, infine, dall'obbligo di Ace solo gli edifici per i quali non è necessario garantire un comfort abitativo (scopo della consegna dell'attestato è infatti quello di dare evidenza a chi compra casa dei consumi a cui va incontro) o per i quali è tecnicamente impossibile effettuare una rilevazione energetica: a titolo esemplificativo, il decreto cita ad esempio box, cantine, autorimesse, depositi o i ruderi o gli scheletri strutturali.

Il decreto non si limita solo a sanare una violazione della norma europea. Viene precisato, infatti, in modo più completo, ruolo degli enti tecnici, come Cti, Enea o Cnr, che elaborano software commerciali per il calcolo della prestazione energetica. Infine, nei condomini, d'ora in avanti, quando un proprietario deve effettuare una certificazione energetica, diventa cogente (e non solo generico, come era formulato nella prima versione del Dm) per gli amministratori e i responsabili degli impianti l'obbligo di fornire agli inquilini o ai certificatori da questi incaricati tutte le informazioni e i dati edilizi e impiantistici del fabbricato, compreso il libretto di impianto (o di centrale) per la climatizzazione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA