Lavori Pubblici

Con il decreto parametri-bis compensi professionali più ricchi per i piccoli incarichi - Guarda le simulazioni

Mauro Salerno

Prime simulazioni sull'applicazione delle nuove «tariffe» per determinare gli importi delle progettazioni.Onorari più alti del Dm 4 aprile 2001 - fino al 25% - nei servizi di valore più contenuto. Aumentano soprattutto i compensi per gli studi ambientali, scende la sicurezza. valori in calo per i maxiprogetti. Per le stazioni appaltanti nuovo sistema più semplice e meglio «tarato»

Compensi più alti rispetto al Dm 4 aprile 2001 per gli incarichi di importo minore, più bassi per gli interventi di maggiori dimensioni. Aumento considerevole degli importi stabiliti per gli studi ambientali, secca riduzione degli onorari relativi al coordinamento della sicurezza. E ancora un metodo di calcolo più semplice e di più immediata applicazione rispetto alle vecchie tariffe.

È quanto emerge dalle prime simulazioni effettuate sull'applicazione dei nuovi parametri, previsti dalla bozza di decreto interministeriale Infrastrutture-Giustizia, per la determinazione degli importi da porre a base delle gare di progettazione.

A fornire le prime impressioni sul nuovo metodo di calcolo è un dirigente di una delle principali stazioni appaltanti italiane. «Sulla base di una rapida simulazione effettuata su un progetto in corso – è il commento – i compensi rimangono in linea con le vecchie tariffe. La struttura dei compensi è stata però semplificata e fornisce un indicatore utile per le stazioni appaltanti, considerando che sulla base d'asta vanno poi applicati i ribassi di gara».

Una valutazione ancora più puntuale arriva dal tecnico di un'altra grande stazione appaltante. E i risultati, anche se applicati solo su tre tipologie di infrastrutture, simili, ma di importo differente, non mancano di riservare sorprese. «La tendenza riscontrata confrontando le vecchie e le nuove tariffe – dice Paolo Nardocci, ingegnere in forza alla direzione centrale progettazione Anas – è che l'applicazione del decreto parametri bis comporta onorari leggermente minori rispetto al passato in caso di opere di grande dimensioni». Al contrario, quando l'importo delle opere diminuisce l'effetto rilevato è un aumento degli onorari rispetto alle tariffe stabilite con il decreto del 2001. Un risultato forse determinato dal peso delle spese generali, valutate a forfait, sull'onorario complessivo e che anche per questo suona come una vittoria per i progettisti, visto che rimborsi spese e vacazioni non sono stati inclusi nel primo decreto parametri (Dm 140/2012), riservato alla liquidazione dei compensi in sede giudiziaria.

Se i risultati delle prime simulazioni saranno confermati all'atto dell'operatività concreta sul mercato il rischio è, però, che l'applicazione del nuovo decreto finisca per cozzare con la previsione del decreto liberalizzazioni (Dl 1/2012). L'articolo 9 del decreto esclude infatti la possibilità che i nuovi parametri possano «condurre alla determinazione di un importo a base di gara superiore a quello derivante dall'applicazione delle tariffe professionali vigenti prima dell'entrata in vigore del presente decreto».

Ma veniamo alle simulazioni. La comparazione dei metodi di calcolo tra le tariffe del Dm 4 aprile 2001 e il decreto parametri bis è stata effettuata prendendo ad esempio i servizi di ingegneria relativi alla progettazione di tre infrastrutture stradali-tipo di importo di importi differenti e pari a 6,3, 68,5 e 100 milioni. Le attività prese in esame per il calcolo dell'onorario riguardano i tre gradi della progettazione (preliminare, definitiva ed esecutiva), insieme agli studi di prefattibilità ambientale e di impatto ambientale, nonché del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione. Tutti gli onorari sono comprensivi delle spese minime previste dalle vecchie tariffe (calcolate al 15%) e dalla bozza di decreto parametri bis nella misura del 10 per cento.

Il risultato? Partiamo dall'infrastruttura di importo minore. Per la strada da 6,3 milioni, il totale degli onorari ricavati in base ai nuovi parametri ammonta a poco meno di 636mila euro, contro i 506.655 euro calcolati in base ai minimi del 2001. Un balzo in avanti che porterebbe a ottenere compensi più alti del 25,5%: non si tratterebbe di un cattivo risultato per i progettisti, anche al netto del recupero dell'inflazione. Anche nel caso dell'infrastruttura da 68,5 milioni i nuovi compensi risulterebbero più alti, anche se con un aumento "limitato" al 16,6 per cento. Laddove l'applicazione dei nuovi parametri comporta davvero una riduzione dei compensi professionali rispetto al passato è nella progettazione dell'opera di importo maggiore (100 milioni): in questo caso la "perdita" per architetti e ingegneri sarebbe del 6,9 per cento. «In tutte le simulazioni – segnala Nardocci – le variazioni più consistenti sono state riscontrate negli onorari per gli studi ambientali, più che raddoppiati rispetto al Dm del 2001, mentre quello per il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione si riduce di circa un quarto».

L'effetto finale non cambia. Opere di importo più piccolo comporteranno la determinazione di incarichi a base d'asta maggiori che in passato. Una situazione confermata da un altro esperto del settore: «Per importi contenuti, ad esempio lavori di importo 200.000 euro, la nuova tariffa di riferimento sembrerebbe maggiormente favorevole per i professionisti, soprattutto in relazione al riconoscimento forfetario delle spese»


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