Lavori Pubblici

«Nel bando tipo indicazioni su divisione in lotti, composizione Ati e cauzioni»

Giuseppe Latour

Le richieste dei costruttori in vista dell'approvazione del modello riservato ai lavori pubblici da parte dell'Autorità di vigilanza

Approfittare del bando tipo specifico per i lavori pubblici per rivedere alcuni aspetti del bando tipo generale. Come le Ati, la suddivisione in lotti e la cauzione. A poche settimane dalla chiusura della partita della determinazione n. 4 del 2012, con la quale l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha costruito un primo recinto delle cause di esclusione dalle gare, l'Ance pubblica ufficialmente le sue osservazioni al documento. E, oltre a dare un giudizio complessivamente positivo del lavoro svolto finora, fissa qualche paletto da rispettare per quello che c'è ancora da fare.

A parlare è Riccardo Giustino, vicepresidente Ance con delega alle opere pubbliche, che parte dall'apprezzamento per il bando tipo pubblicato, perché «contribuirà senz'altro alla riduzione del contenzioso in fase di gara». E fornisce un auspicio per il bando tipo in preparazione. «Data la particolare importanza del documento, confidiamo di poter contribuire ai lavori dell'Autorità, così come abbiamo già fatto in occasione di quello generale». In questo modo, i costruttori sperano di rivedere alcune posizioni espresse nella determinazione n. 4, a partire da quella in materia di associazioni temporanee di imprese.

«Il bando tipo per i lavori potrebbe rappresentare l'occasione per chiarire alcuni profili di particolare interesse per il nostro settore», dice Giustino. «Tra questi c'è la possibilità che, nella fase esecutiva dei lavori, possa aver luogo anche una diversa ripartizione delle quote tra i componenti dell'Ati, fermo restando il rispetto della qualificazione dei singoli in relazione alla quota di lavori assunta». Una flessibilità che non piace all'Avcp, per la quale invece deve esserci corrispondenza, in maniera rigida, tra quota di qualificazione, quota di partecipazione al raggruppamento e quota di esecuzione.

Accanto a questo, il vicepresidente indica il bando-tipo in arrivo come il luogo dove dare le prime indicazioni per l'applicazione di una norma del decreto Salva Italia, pensata per favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese agli appalti. «Potrebbe anche essere la sede per suggerire alle stazioni appaltanti concrete modalità attuazione del principio della suddivisione degli appalti in lotti, introdotto dal Dl 201/2011».

Oltre a questi, c'è un altro punto sul quale, secondo Ance, servirebbe un intervento. «La tematica riguarda la cauzione provvisoria incompleta – racconta Giustino – e ci vede in un posizione più vicina alla giurisprudenza di stampo più sostanzialista, citata nel nostro documento». Secondo la determinazione, la presentazione di una «cauzione deficitaria» è motivo di esclusione dalla gara, con l'unica eccezione di un evidente errore formale. Secondo l'Ance, invece, «la presentazione di una cauzione provvisoria incompleta è ipotesi diversa da quella della totale assenza della stessa». E non va, quindi, sanzionata così gravemente.


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