Lavori Pubblici

Dl Sviluppo-bis: ok alle reti di impresa negli appalti. Arriva l'anagrafe delle stazioni appaltanti. Tutte le novità

Giuseppe Latour e Mauro Salerno

Il Senato ha approvato il maxiemendamento del Governo al decreto sviluppo. Recuperata l'ammissione delle reti di impresa al mercato dei lavori pubblici come previsto dal Ddl semplificazioni bis. Prevista anche l'anagrafe delle stazioni appaltanti da istituire presso l'Autorità

Approvato il maxiemendamento del Governo al decreto Sviluppo-bis. Un testo che aveva subito una vera potatura rispetto a quanto era stato ipotizzato all'inizio della settimana in tema di infrastrutture Non si parla, ad esempio, più di Durc (un emendamento dei relatori prevedeva la possibilità di auto-produrre il documento senza aspettare la Pa) e nemmeno di responsabilità solidale (si ipotizzava di escluderne l'applicazione dagli appalti pubblici).
Mentre è rimasto in piedi qualcosa, come l'estensione dei project bond alle società che gestiscono servizi pubblici locali. Ed è arrivata qualche novità: su tutte, viene recuperato il pacchetto che allenta i legacci sulle garanzie fideiussorie, già inserito nel Ddl semplificazioni e portato di peso nel Codice appalti, oltre alla apertura del mercato dei lavori pubblici alle reti di impresa, recuperando una norma inserita anche nel Ddl semplificazioni bis.

Vediamo allora, punto per punto, quali sono le modifiche che il Senato si appresta a votare:

Reti di impresa. Anche le reti di impresa potranno partecipare al mercato dei lavori pubblici. La novità, inserita in un primo tempo nel Ddl semplificazioni bis, è stata recuperata nel maxiemendamento presentato alla legge di conversione del decreto sviluppo bis, su cui il Governo ha appena posto la questione di fiducia.

Anagrafe unica delle stazioni appaltanti. Il maxiemendamento porta un'altra novità: l'istituzione dell'anagrafe unica delle stazioni appaltanti presso l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Le stazioni appaltanti avranno l'obbligo di richiedere l'iscrizione presso la banca dati degli appalti che l'Autorità dovrà istituire entro il primo gennaio 2013, pena «la nullità degli atti adottati e la responsabilità amministrativa e contabile dei funzionari responsabili». Le modalità di iscrizione e di funzionamento dell'anagrafe saranno stabilite con una delibera dell'Autorità.

Project bond
Tra i tanti tagli, è stata confermata la possibilità per le società che gestiscono servizi pubblici locali di emettere obbligazioni di progetto per il finanziamento di opere. Viene introdotta attraverso una modifica al Codice appalti.

Rete ferroviaria italiana
Allo stesso modo, è stato confermato il meccanismo di finanziamento di Rfi nelle opere transfrontaliere. Il nuovo articolo 33, infatti, stabilisce che, per le opere di legge obiettivo, nel caso di interventi il cui soggetto aggiudicatore non sia Rfi ma una società sua partecipata, i fondi dovranno essere assegnati dal Governo direttamente a Rfi. La norma è costruita per due ipotesi specifiche: il tunnel del Brennero e la Torino-Lione. In questi casi Rete ferroviaria italiana agisce all'interno di due consorzi internazionali: Bbt, insieme alle ferrovie austriache, e Ltf, insieme al gestore dell'infrastruttura francese. Il nuovo schema, che nasce con l'emendamento, prevede che i fondi vengano assegnati a Rfi che, a sua volta, li trasferirà nel consorzio attraverso un aumento di capitale, sul modello di quanto già fanno i partner stranieri.

Qualificazione
Qualche novità in materia di qualificazione, anche se non si parla di Og11 e di impianti tecnologici. Per gli appalti sopra i 20 milioni l'impresa potrà documentare la propria attività usando i migliori cinque anni del decennio antecedente la pubblicazione del bando. E viene prorogata a fine 2013 la norma in base alla quale l'alea per la verifica triennale Soa della congruità dell'impresa nel rapporto tra attrezzature, personale e lavori fatturati può essere del 50% (dal vecchio 25%).

Garanzie fideiussorie
Viene recuperata la norma sullo svincolo della garanzia fideiussoria già inserita prima del Ddl semplificazioni e poi nella delega di riordino del Codice appalti. Per mettere più denaro a disposizione delle imprese, la quota svincolabile sale dal 75 all'80 per cento. Oltre questo, viene anche previsto che, in caso di ritardo nella messa in esercizio dell'opera superiore a un anno, scatta lo svincolo automatico. Le imprese, quindi, non risponderanno più degli inadempimenti della Pa.

Conferenza di servizi lunga
In materia di conferenza di servizi, nasce il contraddittorio lungo in caso di dissenso di una Regione o di una Provincia autonoma. Se l'amministrazione locale dovesse mostrare la propria opposizione al progetto, il Governo incardinerà una serie di tre incontri a distanza di trenta giorni l'uno dall'altro. E solo all'esito negativo di questi potrà comunque procedere senza il via libera della Regione.

Bandi sui quotidiani
Confermata la norma che fa transitare le spese per la pubblicazione dei bandi sui giornali dalla stazione appaltante all'impresa aggiudicataria. Ma non da subito, si parte il primo gennaio del 2013.

Rendicontazione
Vengono riviste le norme sulla rendicontazione. Ai fini della rendicontazione di spesa sarà considerata documentazione valida anche la copia autentica dell'assegno bancario emesso a pagamento di forniture di beni e servizi. E vengono ammorbidite le norme sui contributi per l'edilizia residenziale. Il ministero delle Infrastrutture potrà procedere al pagamento dei conguagli dietro la semplice esibizione di un'autocertificazione.


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