Lavori Pubblici

Project bond anche per società di servizi pubblici locali e Tlc, escluse le opere «brownfields»

Mauro Salerno

Diverse novità sul fronte dei project bond in arrivo con gli emendamenti concordati tra relatori e Governo al decreto sviluppo-bis. Innanzitutto la possibilità di emettere obbligazioni per finanziare la realizzazione delle opere potrà applicarsi anche alle società che gestiscono servizi pubblici locali. La novità è introdotta dal comma 6 del nuovo articolo 33 del Dl 179/2012 riformulato dall'emendamento concordato tra relatori e Governo. la norma introduce allo scopo una modifica al Codice degli appalti. Allo stesso modo il Dlgs 163/2006 (articolo 157) viene modificato anche per includere anche le società attive sul fronte della realizzazione delle reti di Tlc tra quelle autorizzate all'emissione di project bond.

Fin qui gli ampliamenti della possibilità di applicare la norma sui project bond per realizzare nuove grandi opere. L'emendamento governativo al Dl sviluppo bis contiene però anche un'importante restringimento dei confini di applicazione della norma. Viene infatti cancellata la possibilità di emettere obbligazioni per rifinanziare il debito di opere già avviate. Viene infatti abrogato il comma 5 dell'articolo 1 del primo decreto sviluppo (Dl 83/2012) che permetteva la possibilità di emettere obbligazioni anche «ai fini del rifinanziamento del debito precedentemente contratto per la realizzazione dell'infrastruttura o delle opere connesse al servizio di pubblica utilità di cui sia titolare».

Novità da non sottovalutare e che potrebbe determinare impatti di non poco conto sull'applicazione concreta dei project bond all'italiana visto che la Cassa depositi e prestiti aveva individuato proprio nelle opere cosiddette «brownfields» il primo terreno di sperimentazione per la sottoscrizione di obbligazioni emesse dalle società di progetto.


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