Lavori Pubblici

Durc fuori dalla «decertificazione»: potrà ancora essere presentato dalle imprese

Giuseppe Latour

Inversione di rotta del Governo sull'acquisizione d'ufficio del Durc. Il documento unico di regolarità contributiva, secondo l'emendamento che si appresta a essere votato dalla commissione Industria del Senato, potrà essere prodotto anche direttamente dalle imprese, oltre ad essere incamerato dalle Pa. Viene, così, smussato di molto il principio della decertificazione che era stato una costante di tutti gli ultimi interventi dell'esecutivo.

Il ritocco riguarda l'articolo 6 del regolamento di attuazione del Codice appalti (Dpr n. 207/2010). Qui viene aggiunta una clausola al comma 3, dove si stabilisce che le amministrazioni aggiudicatrici acquisiscono d'ufficio il Durc. Le Pa dovranno continuare a farlo, «salva la facoltà da parte degli operatori economici interessati di produrre il documento unico di regolarità contributiva». La norma riguarda alcuni casi ben individuati: la stipula del contratto, la sua aggiudicazione, la verifica dei requisiti relativi ai versamenti contributivi e il pagamento degli stati di avanzamento lavori.

Questa novità, poi, non approda solo nel regolamenti appalti. Ma viene anche inserita, per motivi di coordinamento, nelle norme del codice appalti che riguardano il subappalto. E, soprattutto, all'articolo 44 bis del Testo unico in materia di documentazione amministrativa (Dpr n. 445/2000). Dove si stabilisce che, nelle ipotesi di cui all'articolo 6 del regolamento appalti, si fa eccezione alla regola generale. E si precisa che sui certificati emessi secondo questa modalità non dovrà essere riportata la dicitura secondo la quale «il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi».

Infine, le novità in materia di regolarità contributiva vengono completate dalla norma che prevede il varo di un decreto con il quale il ministero dell'Economia e delle Finanze, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione, definisca le misure per consentire la partecipazione alle gare delle imprese che non hanno ottenuto il Durc a causa di problemi legati a ritardati pagamenti della pubblica amministrazione. Nel provvedimento in questione dovranno essere indicati i «criteri e le modalità per il pagamento da parte delle stazioni appaltanti agli enti previdenziali ed assistenziali e all'Agenzia delle entrate» del credito maturato. Se dovessero risultare aggiudicatarie di gare grazie a queste deroghe, cioè, le imprese saranno obbligate a destinare una parte dei pagamenti che ricevono al saldo loro debiti.


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