Lavori Pubblici

Pronto il «decreto parametri-bis»: i progettisti conquistano spese a forfait e vacazioni. No anche alla riduzione delle tariffe da parte dei Rup

Giuseppe Latour

Conclusi gli incontri preparatori con i rappresentanti dei progettisti. Il provvedimento firmato dal ministero della Giustizia, di concerto con le Infrastrutture, sarà varato a giorni

Limitazione della discrezionalità in capo alle pubbliche amministrazioni. Reintroduzione delle spese liquidate in maniera forfettaria. E ritorno alle vacazioni. Il decreto sui parametri per gli importi da porre a base delle gare di progettazione è pronto. Secondo quanto risulta a Edilizia e Territorio, si tratterà di una vittoria per i progettisti. Quasi tutte le richieste di modifica del primo decreto sulla liquidazione dei compensi giudiziali sono state accolte dal ministero. Componendo una frattura che si trascinava da mesi.

Il testo del provvedimento ormai è pronto. E conferma quanto già era emerso nelle scorse settimane. La base di partenza è stata il primo decreto parametri, varato ad agosto dal ministero della Giustizia. Questo secondo regolamento è stato preparato, invece, da via Arenula insieme al ministero delle Infrastrutture. Le novità, allora, non saranno moltissime ma saranno molto significative.

La battaglia degli ordini sul provvedimento è stata tutta orientata ad eliminare gli aspetti afflittivi o eccessivamente discrezionali del testo. Così è saltata, in primo luogo, la possibilità per le pubbliche amministrazioni di aumentare o diminuire gli importi a base di gara del 60% in maniera completamente discrezionale. Allo stesso modo il parametro G, che nel calcolo degli importi a base di gara servirà a definire la «complessità della prestazione», vedrà diminuire la sua portata discrezionale. Il decreto, infatti, non fissa più una forbice tra due valori, come il primo regolamento, ma quozienti fissi e non derogabili a seconda della tipologia di opera.

Torna poi la liquidazione forfettaria delle spese. Anche in questo caso si tratta di una modifica rispetto al primo decreto parametri. Consisterà nel calcolo secondo percentuali standard degli oneri sostenuti dal professionista: varieranno tra il 10 e il 25% a secondo dal valore dell'opera. «Era necessario determinarle a monte, nell'ambito di un appalto pubblico», spiega una fonte interna al ministero. Infine, dovrebbero tornare anche le "vacazioni", il meccanismo di calcolo dei compensi per le prestazioni non liquidabili in base al valore dell'opera. Nel testo dovrebbe essere stabilito che, nel caso in cui non sia possibile fare altrimenti, si farà ricorso alle vacazioni, con un calcolo su base oraria del compenso della prestazione. Al momento questo è uno dei pochi nodi ancora da sciogliere.

Comunque, la palla adesso è nelle mani del ministero della Giustizia. Gli incontri con i professionisti e con il ministero delle Infrastrutture si sono esauriti la scorsa settimana. Resta solo da limare qualche dettaglio. Il testo definitivo sarà varato a giorni.


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