Lavori Pubblici

Primo sì al Dl sugli enti locali: stretta sui lavori urgenti decisi dai Comuni

Giuseppe Latour

La Camera, dopo la fiducia della scorsa settimana, approva la legge di conversione del decreto sugli enti locali e i costi della politica (Dl 174/2012). E porta così due novità di interesse per l'edilizia: la ricostruzione nelle aree terremotate in Emilia Romagna non dovrà tenere conto delle regole appena varate dall'esecutivo in materia di terre e rocce da scavo, mentre partirà una stretta sui lavori urgenti decisi dai Comuni.

Sul primo punto, la norma si innesta sul decreto terremoto n. 74/2012. Questo fissava una procedura semplificata per la gestione delle terre e rocce da scavo, ma non poteva tenere conto della disciplina varata dal Dm n. 161/2012: il primo provvedimento infatti è datato giugno, il secondo agosto. Per questo, il testo appena votato mette ordine nella materia e stabilisce che nelle aree colpite dal sisma non si applicheranno le nuove norme, che prevedono un regime particolarmente complesso per il trattamento delle terre come sottoprodotto.

Il decreto, poi, ha anche modificato le regole in materia di procedure urgenti dei Comuni per deliberare lavori. La nuova procedura prevede che «la giunta, entro venti giorni dall'ordinazione fatta a terzi, su proposta del responsabile del procedimento, sottopone all'organo consiliare il provvedimento di riconoscimento della spesa». Insomma, per avviare i lavori bisognerà passare per il Consiglio comunale, che dovrà emanare il provvedimento di riconoscimento della spesa «entro 30 giorni»; non basterà più il solo parere positivo della giunta, come era fino ad oggi. Ma questa procedura potrà essere attivata solo «qualora i fondi specificamente previsti in bilancio si dimostrino insufficienti». Il testo è atteso, a questo punto, in Senato per la seconda e definitiva lettura. Sempre che non ci siano altre modifiche.


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