Lavori Pubblici

Terremoto Emilia Romagna, restano le regole semplificate per le terre da scavo

Giuseppe Latour

Emendamento al Dl 174/2012 (costi delle poltica): non si applicherà alla ricostruzione il Dm 161 del 10 agosto

La legge di conversione del decreto sugli enti locali e i costi della politica (Dl n. 174/2012) approda in Aula, dopo il via libera delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera. E porta una novità di interesse per l'edilizia: la ricostruzione nelle aree terremotate in Emilia Romagna non dovrà tenere conto delle regole appena varate dall'esecutivo in materia di terre e rocce da scavo (il decreto del Ministero delle Infrastrutture n. 161del 10 agosto 2012), ma potrà continuare ad applicare le più semplificate procedure fissate dal Dl terremoto 74/2012.
Il Dm 161 (si veda la nota esplicativa dell'Ance ) ha introdotto l'attesa semplificazione, rispetto al Codice ambiente del 2006, grazie alla quale le terre e rocce derivanti da scavi e residui da cantiere non sono più automaticamente rifiuti, ma possono essere trattati (e anche riutilizzati) come sottoprodotti dell'edilizia, purché dimostrino con apposite verifiche e procedure di non contenere materiali inquinanti.

Queste procedure, comunque un po' pesanti per i piccoli cantieri, continueranno a non essere necessarie per i lavori della ricostruzione post-terremoto in Emilia Romagna. In queste zone, in sostanza, non si applicheranno le nuove norme, che prevedono un regime particolarmente complesso per il trattamento delle terre come sottoprodotto. Ma avrà applicazione solo il regime speciale fissato dal decreto n. 74/2012, in materia di terremoto, che deroga al regime ordinario del codice ambiente e – appunto – anche alle nuove regole del Dm 161/2012.
L'emendamento, approvato dalle commissioni, chiude una questione apertasi con l'approvazione proprio del decreto n. 74, varato dal governo lo scorso giugno per mettere una pezza alla fase di emergenza successiva al sisma. Questo prevedeva già una deroga alle regole ordinarie in materia di gestione dei rifiuti e sottoprodotti, ma non teneva conto del decreto sulle terre e rocce da scavo, che ancora doveva essere messo a punto dal ministero delle Infrastrutture.

Con l'approvazione del decreto n. 161 del 2012 nel mese di agosto la disciplina delle terre da scavo ha trovato finalmente il suo completamento. Il decreto sul terremoto, però, conteneva a quel punto un buco, che è stato compensato dall'emendamento approvato in commissione. Il testo stabilisce, infatti, che non "trovano applicazione, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza, le disposizioni del regolamento" in materia di terre e rocce da scavo n. 161/2012.
La versione uscita dalle commissioni ha anche modificato le regole in materia di procedure urgenti dei Comuni. La nuova procedura prevede che «la giunta, entro venti giorni (erano dieci nella prima versione, ndr) dall'ordinazione fatta a terzi, su proposta del responsabile del procedimento, sottopone all'organo consiliare il provvedimento di riconoscimento della spesa». Insomma, per avviare i lavori bisognerà passare per il Consiglio comunale, che dovrà emanare il provvedimento di riconoscimento della spesa «entro 30 giorni». E non basterà più il solo parere positivo della giunta, come era fino ad oggi. Ma questa procedura potrà essere attivata solo «qualora i fondi specificamente previsti in bilancio si dimostrino insufficienti».

E non basterà più il solo parere positivo della giunta, come era fino ad oggi.
Queste regole, salvo sorprese, dovrebbero ricevere il via libera dell'Aula entro questa settimana. Anche se, stavolta, le sorprese non sembrano così improbabili. Secondo il governo, infatti, il testo uscito dalle commissioni manca di copertura. Potrebbe essere approvato con il ricorso alla fiducia, ma in una versione diversa da quella licenziata dagli organi parlamentari. Allora, starebbe prendendo corpo anche l'ipotesi di un ritorno in commissione, per un rapido esame che possa risolvere i problemi riscontrati dall'esecutivo. Allungando così i tempi per l'approvazione.


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