Lavori Pubblici

Prove geotecniche, necessarie le autorizzazioni per le prove in sito

Alessandro Lerbini

Con la circolare sarà possibile in tempi brevi ovviare al vuoto normativo e completare l'iter delle numerose richieste attualmente in attesa

Le autorizzazioni ministeriali per le prove in sito sono necessarie. Ad affermarlo è il Consiglio superiore dei lavori pubblici in una nota dove anticipa una circolare che scioglierà le incertezze degli ultimi mesi.
La scomparsa dall'articolo 7 del decreto Sviluppo dell'obbligo di esecuzione delle prove geotecniche in sito, aveva causato non pochi dubbi interpretativi perché veniva vanificato il principio, sancito dalla Circolare n. 7619/2010, della necessità dell'autorizzazione ministeriale per l'esecuzione delle prove in sito.
Nell'ultima stesura del testo, prima della votazione in aula (il Governo aveva posto la fiducia per accelerare l'iter parlamentare), fu eliminata, infatti, la dicitura che attribuiva al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la possibilità di autorizzare con proprio decreto altri laboratori ad effettuare le indagini in sito.
L'articolo 7, che disciplinava le attività di esecuzione delle prove geotecniche in sito, era stato inserito dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti su consiglio del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Francesco Karrer, per porre fine a residui problemi di interpretazione della norma legislativa di riferimento.
Adesso è proprio il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici a chiarire la vicenda con una nota pubblicata sulla home del page del sito.

A breve, osserva il Consiglio superiore, «al fine di stabilire criteri aggiornati ed efficaci per lo svolgimento dell'attività autorizzativa, nonché per stabilire con chiarezza quali siano, oltre al prelievo dei campioni, le prove in situ per le quali è richiesta l'autorizzazione, il servizio tecnico centrale intende predisporre una nuova apposita circolare, recante i criteri per il rilascio dell'autorizzazione alla certificazione delle attività di "laboratorio" come sopra definite; le predette attività comprenderanno diversi settori, eventualmente ciascuno oggetto di specifica autorizzazione».
La circolare, prosegue la nota, servirà per superare «definitivamente tutti i dubbi interpretativi, e sarà possibile in tempi brevi ovviare al vuoto normativo creatosi con l'annullamento della Circolare n.7619/2010, e completare l'iter delle numerose richieste di autorizzazione attualmente in attesa di essere concluse».
Nella nota del Consiglio superiore, inoltre, si fa esplicito riferimento anche alla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha ribadito la necessità delle autorizzazioni ministeriali per le prove in situ. Con la sentenza n. 5231 del 17 luglio 2012, infatti, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di primo grado e annullato la sentenza del Tar Puglia, sezione di Lecce, con la quale si sosteneva che per le indagini in sito, classificandole in generale come geognostica, non fosse necessaria l'autorizzazione ministeriale.
Il Consiglio di Stato, esaminate nel merito le tipologie di prove per le quali era stato emanato il bando di gara, ha invece rilevato «l'esecuzione di prove geotecniche in situ in relazione alle quali è necessaria una apposita autorizzazione» di cui la prima aggiudicataria della gara non risultava titolare.


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