Lavori Pubblici

Legge anticorruzione, disco verde della Camera. Tutte le novità per gli appalti

Giuseppe Latour

White list obbligatorie per forniture di beni e servizi; arbitrati solo se autorizzati dall'ente appaltante; più severe le norme sulla risoluzione dei contratti e l'incompatibilità delle commissioni di gara; Pa costrette alla trasparenza

La Camera ha approvato in via definitiva il Ddl anticorruzione, sul quale ieri l'assemblea di Montecitorio aveva già votato la fiducia al Governo. Il provvedimento non è stato modificato rispetto al voto del Senato in terza lettura e quindi diventa legge.
Il via libera dell'aula è arrivato con 480 favorevoli, 19 contari, 25 astenuti. Contro ha votato l'Idv, no anche dal deputato del Pdl Luca D'Alessandro. Astenuti i radicali, 10 deputati del Pdl, 3 di Popolo e territorio, 4 del misto e Torazzi della Lega.
Tra le 20 e le 21.10 di ieri (martedì 30 ottobre) la Camera aveva approvato (per appello nominale) la dichiarazione di fiducia chiesta dal Governo (460 sì, 76 no, 13 astenuti). Questo il testo finale dell'articolato .

Il testo ora dovrà attendere solo la pubblicazione definitiva in Gazzetta ufficiale per diventare legge e portare un lungo elenco di novità nel mercato degli appalti pubblici. A partire dalle white list, passando per una decisa stretta sugli arbitrati e una maggiore trasparenza delle stazioni appaltanti sul web. Vediamo, allora, punto per punto quali sono i cambiamenti varati dal parlamento.

White list
Si tratta di elenchi di "fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori" al riparo da qualsiasi sospetto di infiltrazione mafiosa. Le prefetture dovranno curarsi di tenerli. Una volta inserita nella lista, l'impresa non dovrà più presentare la documentazione antimafia prevista dalla legge. A meno che la prefettura non accerti che la situazione è cambiata.
Le imprese iscritte avranno l'obbligo di comunicare tutte le modifiche del loro assetto societario.
La legge, che si innesta su quanto aveva già stabilito il Dl 70/2011 all'articolo 4, individua anche le attività per le quali opereranno le liste, perché più esposte al rischio di infiltrazione, come il trasporto, la forniture di calcestruzzo, il noleggio. Saranno solo queste a poter usufruire della novità; per tutte le altre restano attive le vecchie regole. Le attività da tenere sotto monitoraggio saranno aggiornate ogni anno tramite un decreto del ministero dell'Interno.
Le white list, comunque, non partiranno subito: servirà un Dpcm, da emanare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge. Per altri 60 giorni dopo il decreto, poi, resteranno in vigore le vecchie regole.

Arbitrati
Viene rimaneggiata anche la disciplina degli arbitrati. Le controversie derivanti dai contratti pubblici potranno essere "deferite ad arbitri" solo "previa autorizzazione motivata" da parte dell'organo di governo della singola amministrazione contraente. La clausola compromissoria, che nel contratto rinvia ad arbitri le eventuali controversie, sarà nulla se non c'è l'autorizzazione in questione, che la Pa dovrà rilasciare dopo lo scoppio della lite.
Queste norme agiscono anche nel caso in cui nell'appalto non sia coinvolta un'amministrazione pubblica ma una società a partecipazione pubblica o una società controllata o collegata a una società a partecipazione pubblica.
Insomma, è sufficiente che le opere e le forniture siano "finanziate con risorse a carico dei bilanci pubblici" per far scattare la stretta.
Nel caso di controversia tra due Pa, gli arbitri sono individuati tra dirigenti pubblici. Per loro l'amministrazione dovrà fissare un tetto di retribuzione. Comunque, gli arbitri non potranno essere selezionati tra le file dei magistrati "ordinari, amministrativi, contabili e militari", tra gli avvocati e i procuratori di Stato e tra i componenti delle commissioni tributarie. Pena: la decadenza dagli incarichi e la nullità di tutti gli atti compiuti.

Risoluzione del contratto
Cambia anche l'articolo 135 del codice appalti. E vengono inserite una serie di nuove ipotesi di risoluzione del contratto. Vengono sanzionate in questo modo le sentenze passate in giudicato per reati come l'associazione mafiosa, il contrabbando, il traffico di rifiuti, lo spaccio di stupefacenti e i delitti con finalità di terrorismo. Oltre alle sentenze per i reati contro la "cosa pubblica", come il peculato, la malversazione ai danni dello Stato, la concussione.

Trasparenza
Scattano obblighi di trasparenza per le Pa. Queste dovranno pubblicare sui propri siti web istituzionali una serie di informazioni relative al bando, come l'oggetto, l'elenco degli operatori invitati a presentare offerte, l'aggiudicatario. Entro il 31 gennaio di ogni anno queste informazioni vanno pubblicate in tabelle scaricabili. L'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici le pubblicherà sul proprio sito e trasmetterà alla Corte dei conti l'elenco delle amministrazioni inadempienti.

Incompatibilità
Viene stabilita una nuova incompatibilità per i membri delle commissioni giudicatrici. Non ne potranno fare parte i condannati, con sentenza passata in giudicato, per delitti contro la Pa come peculato, malversazione, corruzione, abuso d'ufficio o interruzione di pubblico servizio.


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