Lavori Pubblici

A circa un mese dalla scadenza del 5 dicembre nessuna soluzione su assorbenza e requisiti «pesanti»

I. Laterza e G. Latour

La proposta di una soluzione alla questione della categoria riguardante gli impianti tecnologici (Og 11), sventolata a inizio giugno nel provvedimento di (ulteriore) proroga del periodo transitorio e riproposta all'interno del cosiddetto «pacchetto semplificazioni-bis», non ha trovato ancora soluzione. Infatti, dal testo del disegno di legge approdato in Consiglio dei Ministri, è stata stralciata la proposta di modificare quanto previsto dal regolamento appalti (Dpr 207/2010) per "alleggerire" i requisiti per l'ottenimento dell'OG11. L'approvazione di un siffatto testo, seppur non risolutivo della questione, avrebbe costituito un passo avanti nella definizione di un tema caro alle imprese e non solo a quelle impiantistiche, come in molti pensano e, dopo una complessa mediazione tra le associazioni, avrebbe risolto una serie di problemi evidenti sin dall'entrata in vigore del nuovo regolamento.

Facciamo un passo indietro. Non poche erano state le segnalazioni, fin dall'entrata in vigore del nuovo regolamento, l'8 giugno dello scorso anno, di evidenti ripercussioni negative sul mercato causate dalle modifiche introdotte nella qualificazione della categoria generale impiantistica dal comma 16 dell'art.79. Le percentuali fissate del regolamento riguardo alla dimostrazione del possesso di requisiti nelle categorie specialistiche in misura del 180% della classifica richiesta (il 40% per l' OS3 impianti idrici, il 70% per l'OS28 impianti termici e il 70% per l'OS 30 impianti elettrici) era risultata da subito un serio problema per la riconferma delle qualifiche ottenute con il precedente sistema. I requisiti fissati rischiavano di "tagliare le gambe" a moltissime imprese ed a restringere il mercato dell'offerta.

La proposta messa a punto dal ministero delle Infrastrutture metteva praticamente tutti d'accordo nel portare le percentuali delle specialistiche ad un totale del 100% della classifica richiesta abbassando i requisiti delle specialistiche dal 40-70-70 al 20-40-40. Tale riduzione avrebbe reso possibile - allo scadere del transitorio con la decadenza della "vecchia" OG11 e la necessità di riattestazione con il nuovo regime - il mantenimento della categoria e della classifica e avrebbe quindi garantito una ragionevole continuità nella prosecuzione dei contratti e delle gare al passaggio tra i due sistemi.

La soluzione del Ministero aveva inoltre appianato anche la questione della così detta «assorbenza» ovvero la possibilità di partecipare, con la qualificazione nell'Og11, alle gare nelle singole categorie specialistiche che il nuovo regolamento attualmente riconosce per intero per la stessa classifica di qualificazione nella Og 11 (con i requisiti fissati al 40-70-70). La soluzione trovata («assorbenza parziale») avrebbe consentito l'indiretta qualificazione alle specialistiche per classifiche rispettivamente pari alle percentuali ridotte. Ovvero la qualificazione in Og 11 di X classifica avrebbe consentito la partecipazione a gare in Os 3 fino al 20% di X e fino al 40% di X per le categorie Os 28 e Os 30. La partecipazione con i i tetti del 40-40-20, relativi alle singole categorie specialistiche, aveva trovato ampio consenso nelle associazioni d'imprese. Il testo del provvedimento, invero, pur accompagnato da una relazione che spiegava i nuovi limiti dell'assorbenza, non prevedeva nel novellato nulla in tal senso ma solo la secca enunciazione delle nuove percentuali ribassate.

Che succederà ora? Ragionevolmente, dopo la soluzione al "problema certificati" e a tutte le altre "categorie variate", è da ritenere poco probabile, e augurabile, che il periodo transitorio prosegua con un ulteriore proroga per la sola categoria Og 11 oltre il termine fissato al 5 dicembre. E quindi a poco più di un mese dalla scadenza, l'intero sistema e fondamentalmente le imprese, permangono in un insopportabile stato di incertezza che si aggiunge a tutti gli altri problemi del settore.

L'esclusione dal Ddl semplificazioni pone un legittimo dubbio. Ma ci si potrà contare sulle nuove norme o si arriverà al 5 dicembre, allo scadere del transitorio, con un sostanziale «abbiamo scherzato, tenetevi il regolamento e convivete con le classifiche che riuscirete a prendere»? Da mesi gli imprenditori non possono programmare le proprie attività nell'incognita se partecipare o meno alle poche gare che vengono bandite per non essere nelle condizioni di aver dichiaratore il possesso di una qualificazione e semmai doversi trovare, all'aggiudicazione, con una classifica più bassa a causa della riemissione più penalizzante dovuta ai requisiti più stringenti.

L'incertezza è il peggior nemico di un già fragile sistema. La speranza è che arrivi in fretta un provvedimento che offra una soluzione agli operatori del settore, dunque possibilmente non un giorno prima della scadenza del periodo transitorio. Infatti non si può non considerare che valle di un eventuale provvedimento occorre il tempo necessario affinché le Soa possano provvedere a riqualificare le imprese in Og 11 sulla base dei criteri stabiliti dal regolamento ed attraverso le verifiche a cui sono tenute.


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