Lavori Pubblici

Grandi opere, gare di concessione modello Banca Mondiale: riforma dei codici al vaglio del Governo

Alessandro Arona, Giuseppe Latour a e Mauro Salerno

Saranno esaminate nel Consiglio dei ministri convocato per venerdì 26 ottobre le deleghe per modificare il Codice dei contratti e il Testo unico edilizia, e le norme sulla consultazione preliminare nelle gare Pf

Ci sono anche la consultazione preliminare nelle gare di concessione e il "débat public" sulle grandi opere nel disegno di legge che contiene le norme delega per il riordino e il consolidamento delle disposizioni del Codice appalti pubblici e del Testo unico edilizia, che sarà esaminato nel Consiglio dei ministri di questa settimana, convocato nella mattinata di venerdì 26 ottobre.

La delega in materia di edilizia privata è molto ampia, di fatto si prevede una riscrittura radicale dell'attuale Testo unico edilizia. Quanto agli appalti la delega prevede che il riordino avvenga articolando il quadro normativo in due testi (legge e regolamento), tenendo conto degli aggiornamenti delle direttive europee e semplificando le procedure per la partecipazione dei privati alla realizzazione degli appalti pubblici. Le deleghe andranno esercitate nel termine di sei mesi dall'entrata in vigore della legge, con la possibilità di ulteriori decreti correttivi un anno dalla pubblicazione dei decreti legislativi.

Il Ddl non si limita però a chiedere una delega a riordinare il codice degli appalti e il testo unico edilizia. Anzi, insieme alla delega arriva un nuovo corposo elenco di correzioni alle norme sugli appalti: dalle concessioni al débat public, dallo svincolo delle garanzie (norma peraltro già inserita nell Ddl semplificazioni) alle norme in materia di associazioni di imprese (corrispondenza tra quote di partecipazione ed esecuzione lavori). Novit√† per gli appalti anche nel decreto correttivo al codice antimafia che torna all'esame del Governo .
Vediamo le principali misure.

Consultazione preliminare nelle gare di concessione
Intervenendo sull'articolo 144 del Codice si introduce nella gare di concessione a procedura ristretta la possibilità, per la stazione appaltante, di indire una «consultazione preliminare per esaminare la presenza negli atti di gara degli elementi idonei ai fini della bancabilità dei progetti». Alla consultazione, che si svolge dopo la pubblicazione del bando, sono invitate le imprese prequalificate, e le sue conclusioni possono essere utilizzate per adeguare gli atti di gara (fermi restando gli elementi essenziali).
Quello della consultazione preliminare nelle gare di grandi infrastrutture, specie concessioni, è il meccanismo abitualmente utilizzato per le gare finanziate dalla Banca Mondiale, molto apprezzato dalle grandi imprese che possono così risolvere in via preventiva, prima di fare l'offerta, eventuali incongruenze o problemi del bando

Coinvolgimento sistema bancario e bandi-tipo Pf
Sono poi rafforzate una serie di norme, già introdotte dai primi DL del Governo Monti, per coinvolgere le banche fin dalle prime fasi delle procedura di project financing. Il bando può prevedere che l'offerta delle imprese sia corredata da una manifestazione di interesse di banche a finanziare l'operazione.
Si incarica inoltre l'Unità tecnica finanza di progetto di predisporre bandi-tipo in materia di gare di concessione.

Debat public alla francese

Debutta così anche nel nostro ordinamento il cosiddetto débat public: una procedura mirata a discutere con il territorio i progetti di realizzazione delle infrastrutture, in modo da evitare «l'effetto Tav» e arrivare ai cantieri sulla base di un progetto di massima su cui si è già creato il necessario consenso.

In base allo schema di provvedimento la consultazione pubblica riguarderà un elenco di grandi opere «di impatto significativo sotto il profilo socio-economico, ambientale o dell'assetto del territorio», inserite nel piano delle infrastrutture strategiche e individuate nel Documento di economia e finanza (Def) . In alternativa, la consultazione pubblica potrà anche essere richiesta dal «basso», su richiesta del soggetto aggiudicatore, dell'eventuale «promotore» (in caso di project financing», o ancora su richiesta di un Consiglio regionale, o di Comuni e Provincie rappresentativi di almeno 150mila abitanti. La richiesta, infine, potrà essere attivata anche da 50mila cittadini residenti nei territori coinvolti dalla realizzazione dell'opera.

A gestire la consultazione sarà una commissione istituita presso la sede del provveditorato opere pubbliche locale. Sarà composta da tre componenti di comprovata esperienza. Uno di tre sarà nominato da regioni e Province autonome competenti per territorio. La consultazione riguarderà di regola lo studio di fattibilità dell'opera e si dovrà concludere nel giro di 120 giorni. I compensi dei commissario sono determinati per ciascuna consultazione «a valere sui costi di realizzazione dell'opera».

Nel modello francese, a cui il Ddl chiaramente si ispira, sembra a prima vista più forte il profilo di "terzietà" del soggetto che gestisce la consultazione pubblica, che in Francia è una commissione nazionale per il debat public nominata dal Presidente della repubblica fra personaggi di alto profilo tecnico e riconosciuta valenza super-partes. La Commissione a sua volta nomina un Responsabile per ogni débat public, con le stesse caratteristiche. Le conclusioni del "dibattito" (francese) possono avere valore vincolante per l'ente appaltante, che in quel caso può decidere se adeguarsi o lasciar perdere quell'opera.

Ati: corrispondenza quote di partecipazione ed esecuzione lavori

Salta il principio di corrispondenza tra quote di partecipazione all'associazione di imprese e percentuale di esecuzione dei lavori. Nel Ddl è inserita una norma che modifica l'articolo 92 del regolamento appalti (Dpr 207/2010) . La novità è che - modificando radicalmente il principio seguito finora - i lavori potranno essere eseguiti dalle singole imprese riunite in gruppo anche in quote diverse da quelle corrispondenti alle quote di partecipazione indicate in gara purché sia garantito il rispetto dei requisiti di qualificazione.


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