Lavori Pubblici

Nel bando-tipo 90 cause di esclusione tassative: deroghe solo «motivate» - La tabella

Mauro Salerno con commenti di Paola Conio e Luca Leone, Roberto Mangani, Laura Savelli

Il testo di riferimento per la gestione delle gare da parte delle amministrazioni è contenuto nella determinazione 4/2012 firmata dal presidente dell'Authority Sergio Santoro. Sul nostro sito il testod ella determinazione e gli approfondimenti egli esperti

Aumento delle cause di esclusione considerate «tassative», giro di vite sulla possibilità di deroga concessa alle stazioni appaltanti, chiarimenti definitivi su alcune questioni «calde» segnalate da imprese e stazioni appaltanti. Terminate le consultazioni cominciate a luglio la settimana scorsa l'Autorità di vigilanza ha finalmente diffuso il testo definitivo del bando-tipo. Il testo di riferimento per la gestione delle gare da parte delle amministrazioni è ora contenuto nella determinazione 4/2012 firmata dal presidente dell'Authority Sergio Santoro, martedì 16 ottobre.

L'obiettivo – dichiarato fin dalle premesse della determinazione – è «ridurre il potere discrezionale delle stazioni appaltanti». Santoro non fa mistero di considerare la standardizzazione dei motivi per i quali le amministrazioni possono decidere di escludere un'impresa dalla competizione «una misura moralizzatrice e dalla forte valenza in chiave di contrasto alla corruzione di cui si discute in questi giorni in Parlamento». «Puntiamo a evitare uno dei comportamenti più gravi delle stazioni appaltanti – aggiunge –, quello di gare mirate a favorire un soggetto specifico attraverso l'inserimento di requisiti anomali».

Rispetto alla bozza circolata a luglio, il bando tipo si è arricchito di nuove cause di esclusione da considerare «tassative». La base di partenza rimane sempre l'articolo 46 del Codice che restringe la possibilità di esclusione dei concorrenti a tre categorie generali. Vale a dire il mancato adempimento di prescrizioni previste dal Codice o dal regolamento, la carenza di elementi essenziali dell'offerta, il mancato rispetto di previsioni di legge. Partendo da queste indicazioni e tenendo conto della giurisprudenza, l'Autorità prova a dare un elenco dei motivi che comportano il cartellino rosso in gara. Un ventaglio di ipotesi che nella nuova determinazione si amplia rispetto a quello contenuto nella bozza di provvedimento diffusa a luglio, fino a contare ben 90 casi di esclusione «tassativa» (clicca qui per scaricare l'elenco ).

Oltre al giro di vite sulle esclusioni, rispetto alla bozza di luglio l'Autorità ha anche meglio precisato i confini della possibilità di deroga concessa alle amministrazioni. Gli scostamenti – intesi come «previsione di ulteriori ipotesi di esclusione» – dovranno prevedere «adeguata e specifica motivazione» nella «delibera a contrarre» e potranno fare riferimento solo «a disposizioni di legge vigenti ovvero alle altre regole tassative previste dall'articolo 46, comma 1-bis del Codice».

Diversi anche i chiarimenti aggiuntivi offerti rispetto al testo di luglio. Tra i vizi dell'offerta l'Autorità spiega ora che possono essere escluse le offerte senza prove di controfirma sui lembi di chiusura, lasciando peraltro un certo margine di discrezionalità alla Pa nella individuazione delle ulteriori circostanze che possono indurre a ritenere violato il principio di segretezza delle offerte. Chiarimento anche per le micro e piccole imprese: resta la verifica a campione dei requisiti speciali, ma vale solo per l'aggiudicatario e non per il secondo classificato.

Sul nostro sito è possibile scaricare il testo della determinazione e approfondire tutti i dettagli grazie ai commenti dei nostri esperti (clicca qui ).


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