Lavori Pubblici

Beni vincolati, niente più silenzio-rifiuto. Appalti anche per le reti d'impresa. Durc valido 180 giorni

Giuseppe Latour

Scartata l'ipotesi del decreto legge, il testo del Ddl è stato varato nel Consiglio dei Ministri di questa mattina. Il Ministro Patroni Griffi: «Renderà più semplice la vita delle imprese»

Ritorno al passato sui contributi previdenziali. O meglio: nulla di fatto. Perché il disegno di legge semplificazioni, appena approvato dal Consiglio dei ministri, a differenza delle bozze circolate negli ultimi giorni non porterà nessuna novità sul tasso di interesse richiesto per rateizzare i debiti. Almeno stando alla versione che è entrata in Cdm. Per il resto, l'impianto del provvedimento è confermato. E promette, se sarà approvato dal parlamento, la cancellazione del silenzio rifiuto e regole più semplici per la sicurezza in cantiere, per le reti di impresa, per il riutilizzo delle terre e rocce da scavo.

Dal pacchetto finale è stato così eliminato l'articolo otto del disegno di legge, che prevedeva, limitatamente ad un periodo di due anni, l'abbassamento del tasso di interesse di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per i contributi previdenziali. In sostanza, si passava da un tasso del 6,75% a un tasso del 4,75%. Tutto cancellato: la situazione resta esattamente quella attuale.

Ha avuto un destino diverso l'articolo 26, che prevedeva la fusione di Via, Vas ed Aia sotto un unico ombrello, nell'ambito delle competenze del ministero dell'Ambiente. E, in conseguenza, la nascita della Commissione unica per i procedimenti ambientali (Cupa). Anche questo articolo non compare più nel Ddl. Stavolta, però, non si tratta di un'eliminazione: la misura è transitata nel disegno di legge di stabilità. Per il quale, presumibilmente, i tempi parlamentari saranno più veloci.

Gli altri passaggi del testo vengono tutti confermati. Restano le modifiche in materia di silenzio rifiuto. In caso di immobili soggetti a vincolo (paesaggistico, ambientale, culturale), e in caso di parere non favorevole di una Pa esterna o dello stesso Comune, decorso il termine per l'emanazione del permesso, non scatta più il silenzio-rifiuto, come nell'attuale testo; lo Sportello unico dovrà emanare un provvedimento espresso.

Viene fissato un termine massimo di 45 giorni per il parere del soprintendente, con l'obiettivo di rendere più certi (e più veloci) i tempi delle autorizzazioni. In materia di Durc, viene previsto il raddoppio della sua durata, facendola passare dagli attuali tre mesi a 180 giorni, mentre sono confermate tutte le novità relative agli adempimenti sulla sicurezza, come la semplificazione dei piani sui piccoli interventi e l'equiparazione di enti pubblici e privati nei controlli sulle attrezzature da lavoro, chiesto da tempo dai noleggiatori.

In materia di appalti, arriva l'atteso via libera all'ammissione delle reti di impresa al mercato dei lavori pubblici, come richiesto dall'Autorità di Vigilanza. E viene prevista anche la riduzione (dal 25 al 20%) dell'importo della garanzia non svincolabile.

Resta in vita anche l'articolo che disciplina il riuso dei materiali da risulta. La nuova regolamentazione adatta alle piccole realtà le procedure previste per il riutilizzo dello "smarino" già in vigore per i grandi cantieri. I materiali di risulta potranno essere considerati sottoprodotti invece che rifiuti al ricorrere di determinate condizioni autocertificabili da parte dell'impresa.


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