Lavori Pubblici

Ponte: nel Fas i 300 milioni per «transazioni». Fondi a strade e ferrovie. Confermata dote di Mose e Tav, commissioni Via e Vas

Mauro Salerno

Confermate le priorità infrastrutturali nelle scelte del Governo. Nel Fas dote aggiuntiva di 300 milioni destinati a «transazioni», una dicitura compatibile con il pagamento delle Penali a Eurolink. In dettaglio le novità per il settore dell'edilizia e delle infrastrutture

Autorizzazioni di spesa di 300 milioni a testa per la manutenzione straordinaria delle rete ferroviaria (Rfi) e stradale (Anas). Inoltre, assegnazione di fondi per la prosecuzione dei cantieri veneziani del Mose e ulteriori finanziamenti per la copertura dei costi della Tav Torino-Lione.

Sono alcuni dei punti principali che emergono dal testo definitivo del Ddl Stabilità con riferimento al settore dell'edilizia e delle infrastrutture. Il Ddl prevede una manovra complessiva di 11,6 miliardi con l'aumento di un punto percentuale delle aliquote Iva (dal 10 all11% e dal 21 al 22%) dal 1° luglio 2013. Ma una delle novità principali è uno stanziamento di 300 milioni compatibile con la cancellazione delle penali del Ponte di Messina.

Ponte sullo Stretto
. Il Ddl Stabilità (articolo 8, comma 8) mette a disposizione 300 milioni di dote 2013 aggiuntiva al Fondo per lo sviluppo e la coesione «per far fronte agli oneri derivanti da transazioni relative alla realizzazione di opere pubbliche di interesse nazionale». Poche righe dove in controluce si legge la mossa del Governo per aprire la strada alla risoluzione del contratto con il contraente generale Eurolink (a guida Impregilo) che si era aggiudicato l'opera. In una versione precedente del Ddl a questo comma si faceva esplicito riferimento al Ponte. La cifra prevista per la penale è esattamente pari a 300 milioni. Resta il fatto che, dopo questo paletto inserito nel Ddl stabilità, la decisione definitiva dovrà essere esplicitata in un successivo provvedimento. Fonti del ministero avevano peraltro spiegato che - ferma restando l'intenzione di cancellare la maxi-opera - il Governo avrebbe comunque puntato a spendere una cifra più contenuta di 300 milioni. Il Ddl stabilità ha anche soppresso l'Autorità marittima dello Stretto di Messina.

Mose e Tav (e Brennero)
. In materia di finanziamento alle infrastrutture resta confermata, rispetto alle bozze della scorsa settimana, la scelta del Governo di accogliere alcune delle principali priorità indicate dal ministero guidato da Corrado Passera nell'allegato al Def di alcuni giorni fa: restano i 790 milioni assegnati alla Torino-Lione nel 2013-2015 (60 milioni nel 2013, 100 nel 2014 e 530 nel 2015), che sono esattamente quanto l'Italia deve spendere in questi tre anni per non perdere la prima tranche dei fondi Ue (672 milioni); confermati anche i 1.250 milioni al Mose di Venezia (50 milioni nel 2013 e 400 all'anno nel 2014, 2015, 2016), che sono quanto serve per garantire la copertura integrale della parte non coperta dell'opera (costo totale: 5.493 mln), anche se la scansione temporale fino al 2016 ufficializza lo sforamento di due anni rispetto alla previsione contrattuale del 2014. All'appello manca invece il tunnel ferroviario del Brennero, che era tra le super-priorità dell'Allegato al Def e che ha un fabbisogno di un miliardo di euro (tra Italia e Austria) nel 2013 per proseguire i lavori.

Alle Ferrovie 600 milioni.
Tuttavia, in assenza per ora di una conferma ufficiale da parte di Rfi, quei 500 milioni indicati nelle bozze del DDl, che diventano ora 600 nel testo finale, per proseguire le opere in corso potrebbero essere destinati proprio al Brennero (guarda caso servono proprio 500 milioni nel 2013, ora con i 600 del testo finale si potrà fare anche qualcos'altro). In questo caso, per il Brennero, si tratterebbe di lavori da mettere in gara, con appalto integrato.

Manutenzione strade e ferrovie
Confermati i fondi per finanziare i contratti di programma Anas e Rfi, anche questi chiesti nell'Allegato. Le risorse dovrebbe essere garantite dallo Stato su base pluriennale, per dare attuazione ai piani di investimento, ma come noto, da ormai alcuni anni, questa regolarità non c'è più, e i fondi vengono decisi di anno in anno, peraltro limando sempre qualcosa. Il Ddl Stabilità 2013 stanzia (come nelle bozze) 300 milioni ciascuno per Anas e Ferrovie, per la manutenzione straordinaria (nel caso dell'Anas, la cifra è meno dei 400 milioni avuti quest'anno, e «molto meno - spiegano fonti della società strade - di quanto avuto negli anni precedenti»).

Cantieri. Il Ddl prevede anche un giro di vite sulla programmazione dei lavori da parte delle pubbliche amministrazioni. Le Amministrazioni possono avviare l'iter di realizzazione di lavori pubblici solo in presenza «della programmazione finanziaria necessaria , avuto riguardo al cronoprogramma dei lavori, al fine di rispettare i termini di pagamento» . Nei casi in cui non è possibile rispettare questi paletti «l'efficacia dei contratti è sospesa, senza che le parti del contratto abbiano diritto ad alcun indennizzo». Esclusi i lavori necessari al rispetto delle norme di sicurezza, i lavori di somma urgenza, scuole e ospedali.

Banca dati lavori pubblici. La bozza di legge di stabilità prevede che l'autorità sui contratti pubblici debba sottoscrivere una convenzione con il ministero delle'Economia per la gestione «anche per il tramite di propria società in house» della Banca dati nazionale dei contratti pubblici che dovrà partite il prossimo 1 gennaio. Alla convenzione è affidato anche il compito di regolare «la durata, i compiti, le modalità operative e gestionali del servizio ed è assicurata la copertura dei relativi costi».

Via e Vas. Nelle bozze in circolazione si legge anche la riorganizzazione della commissione
tecnica di verifica dell'impatto ambientale - via e vas e della commissione istruttoria per l'autorizzazione ambientale integrata - ippc. Soppresse queste, il testo stabilisce che sia istituita la commissione unica per i procedimenti ambientali via, vas e aia. Commissione che, «a decorrere dal suo insediamento, subentra nello svolgimento delle funzioni già attribuite alle commissioni soppresse e nei procedimenti in corso di trattazione presso di esse».
La commissione unica «è composta da cinquanta esperti» rispetto ai circa 150 sommati delle tre commissioni attuali, con una riduzione di 2/3 in sostanza. L'incarico dei componenti delle commissione unica «è di durata triennale, rinnovabile una sola volta». La commissione è «presieduta, a titolo gratuito, dal direttore generale competente in materia di valutazioni ambientali del ministero dell'ambiente, che provvede alla programmazione dei lavori».


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