Lavori Pubblici

Edilizia sanitaria, Regioni più libere nell'uso dei fondi derivanti da dismissioni

Giuseppe Latour

Un emendamento alla legge di conversione del decreto Balduzzi rende più libero da vincoli l'utilizzo dei fondi derivati dalla vendita di immobili delle Regioni per appianare i loro bilanci sanitari. Il nuovo articolo 6 bis del decreto legge, approvato dalla commissione Affari sociali della Camera, si aggancia alla norma del milleproroghe 2011 (articolo 6 del Dl 216/2011), con la quale si prevedeva che le Regioni non sottoposte a piano di rientro possono procedere a ripianare il loro disavanzo sanitario «anche con la vendita di immobili».

Fino ad oggi, però, questo denaro non poteva essere impiegato liberamente, ma era vincolato ad essere usato per appianare i bilanci delle amministrazioni. Con la modifica appena approvata le plusvalenze derivate dalle operazioni di vendita, per l'importo che eccede il limite di ripiano dell'esercizio 2011, «possono essere utilizzate dalla Regione per finalità extrasanitarie». In sostanza, questi soldi vengono liberati da qualsiasi tipo di vincolo e sono a disposizione delle Regioni.

Accanto a questa novità, viene integrata la norma che prevede la possibilità di offrire permute alle imprese, nell'ambito di operazioni di partenariato pubblico-privato, per ristrutturare o costruire nuovi ospedali. I lavori di ristrutturazione e costruzione messi in atto con lo schema disegnato dal decreto Balduzzi andranno realizzati rispettando una serie di criteri: dovranno «prevedere anche interventi di risparmio energetico», oltre all'utilizzo «di fonti energetiche rinnovabili, nonché di interventi ecosostenibili quali quelli finalizzati al risparmio delle risorse idriche e al riutilizzo delle acque meteoriche».


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