Lavori Pubblici

Pagamenti, Tajani: «Il recepimento della direttiva deve essere completo». E intanto avanzano le nuove norme Ue sugli appalti

Pierluigi Boda, Giuseppe Latour

Il vice-presidente della Commissione mette in guardia l'Italia da una legge che escluda i pagamenti della Publica amministrazione o metta altri limiti a un pieno recepimento della direttiva 2011

«Voglio dirlo chiaramente: la direttiva europea sui ritardati pagamenti va recepita entro il prossimo 16 marzo. E questo recepimento deve essere totale e non prevedere alcun tipo di deroga, altrimenti farò partire immediatamente le opportune procedure di infrazione».
Il commissario europeo all'Industria (e vice-presidente della Commissione) Antonio Tajani manda un messaggio chiaro al governo italiano: le nuove regole sui tempi dei pagamenti vanno mandate immediatamente a regime. Anche nei rapporti con la pubblica amministrazione e non, come è trapelato da alcune voci degli ultimi giorni, solo tra i privati.
L'occasione per fare il punto sullo stato dei recepimenti della direttiva è arrivata oggi a Roma, dove Tajani ha lanciato una campagna per promuovere l'introduzione delle nuove regole in tutti i paesi membri. Una campagna che si chiuderà a pochi giorni dalla scadenza del termine. E che sembra quantomai necessaria, visto che al momento soltanto Cipro e Malta hanno risposto all'appello del commissario di implementare la norma in anticipo.
Anche l'Italia, in effetti, si è impegnata a recepire in anticipo, lo ha confermato nei giorni scorsi il Ministro Corrado Passera, entro il 16 novembre. Purché - lo ha sottolineato Tajani - il recepimento sia completo.
La direttiva, oltre all'obbligo di pagamento entro 30 giorni per gli enti pubblici (prorogabile a 60 giorni per il settore sanitario o in casi eccezionali), prevede anche che nei rapporti tra privati sia rispettato un termine massimo di 60 giorni e che, in caso di ritardo, scattino interessi di mora di almeno otto punti superiori al tasso di riferimento della Bce. "In sostanza – ha spiegato Tajani – parliamo di interessi di circa il 10 per cento".
Per l'Ance ha presenziato all'evento il vicepresidente con delega ai Rapporti interni Riccardo Giustino che, oltre ad esprimere soddisfazione per il provvedimento in arrivo, ha sollevato due dubbi: «Ricordiamo che la precedente direttiva in materia escludeva le imprese di costruzioni. Ci auguriamo che stavolta non avvenga lo stesso in fase di recepimento. E, poi, non va dimenticato che questa direttiva non regola il pregresso, ma solo i rapporti futuri. Resta, allora, il problema di come abbattere lo stock dei debiti della Pa verso le imprese, attualmente pari a circa 90 miliardi».


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