Lavori Pubblici

Fondi salva-imprese all'Anas. Sconti fiscali al project financing, arrivano le norme salva-Pedemontana e salva-Tirrenica

Alessandro Arona, Mauro Salerno, Giorgio Santilli e Alessia Tripodi

Il Dl Sviluppo-bis approvato dal Consiglio dei Ministri. Defiscalizzazione Tremonti estesa alle opere in corso e debutta il credito d'imposta per quelle ancora da mandare in gara

Quattrocento milioni per pagare le imprese. Dopo l'allarme (vedi articolo ) lanciato dai costruttori – con proteste simbolo come quelle messe in atto a Palermo con trenta costruttori incatenati di fronte alla sede locale dell'ente strade – il Governo concede all'Anas i fondi per saldare una parte dei crediti vantati dalle imprese impegnate sui cantieri stradali. Intanto è slittata la soluzione al nodo Og11 che verrà rimandata a un prossimo provvedimento (clicca per l'articolo ).

La previsione è contenuta all'articolo 34 del decreto-sviluppo-bis approvato questo pomeriggio dal consiglio dei Ministri Il comma 8 stabilisce infatti che "per far fronte a i pagamenti per lavori e forniture già eseguiti, Anas può utilizzare in via transitoria e di anticipazione disponibilità finanziarie giacenti sul conto intestato alla stessa società (ex Fondo centrale di garanzia". Non si tratta però di una concessione a fondo perduto, ma una sorta di "prestito" o meglio di un anticipo di cassa. L'Anas ha infatti l'obbligo reintegrare i fondi entro l'anno "mediante utilizzo delle risorse che verranno erogate ad Anas dallo Stato a fronte di crediti già maturati" .

L'articolo 9 della bozza di decreto stabilisce poi che per far fronte nel 2012 alle esigenze dei contratti di programma 2010 e 20122 il Ministero dell'economia e delle Finanze è autorizzato a corrispondere alla Spa delle strade "le somme conservate nel conto dei residui, per l'anno 2012, del pertinente capitolo del bilancio di previsione dello Stato".
Mentre il comma 10 aggiunge che le somme recuperate attraverso la revoca dei finanziamenti alle grandi opere della legge obiettivo attuata sulla base del decreto legge 98/2011 dovranno essere riassegnate al fondo istituito sullo stato di previsione del ministero delle Infrastrutture.

Arriva poi con il Dl Sviluppo-bis un ulteriore allargamento del raggio d'azione della defiscalizzazione in materia di infrastrutture (senza peraltro che dall'introduzione dell'articolo 18 della legge 182/2011, nel novembre scorso, queste misure siano mai state applicate).

Debutta così il credito d'imposta per le nuove opere in project financing (oltre i 500 milioni, ma il punto sarà oggetto di discussione) che non siano state ancora messe in gara; si allarga l'articolo 18 anche alle opere di legge obiettivo già affidate o in corso di affidamento (per "aggiustare" i piani finanziari delle tre autostrade in Lombardia); spunta infine la norma salva-Tirrenica che consente di utilizzare il canone di concessione Anas per ridurre i pedaggi ai residenti, come chiede la Regione Toscana.

ALLARGAMENTO ARTICOLO 18
Nella bozze di ingresso del decreto legge si allarga l'applicazione dell'articolo 18 (riduzione dell'Ires, dell'Irap e dell'Iva a beneficio delle società di progetto nel project financing) anche alle «infrastrutture di interesse strategico già affidate o in corso di affidamento con contratti di partenariato pubblico privato di cui all'articolo 3, comma 15-ter, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163...».
La norma vigente, come modificata dal Dl 83/2012, consente di applicare gli sconti anche oltre il perimetro delle infrastrutture strategiche della legge obiettivo, ma con l'ambigua formula «al fine di favorire la realizzazione di nuove infrastrutture». Il Dl Sviluppo-bis dovrebbe chiarire che, nel solo caso delle opere di legge obiettivo tali sconti si applicano anche alle opere già affidate o in corso di affidamento.
Ma di quali sconti fiscali parliamo? L'articolo 18 vigente circoscrive tali sconti «al fine di ridurre o azzerare il contributo pubblico a fondo perduto»: una norma non chiarissima (lo ripetiamo: mai applicata finora) che però è generalmente interpretata nel senso di applicarsi ai casi in cui un contributo pubblico fosse già previsto dal piano finanziario, stanziato o meno che fosse. Ora il Dl Sviluppo-bis dispone invece che le riduzioni Ires, Irap e Iva siano applicabili (per le opere di legge obiettivo in PPP già affidate o in affidamento) «nel caso in cui risulti necessario ripristinare l'equilibrio del piano economico finanziario, secondo i criteri e le modalità stabilite dal Cipe con propria delibera». Cioè anche in aggiunta a contributi pubblici previsti o stanziati, e anche per "aggiustare" piani finanziari sballati a causa della recessione (che incide sulle previsioni di traffico) e dell'inasprimento delle condizioni bancarie.
«Secondo il MEF – si legge nella relazione – potrebbero beneficiare dell'applicazione della disposizione le seguenti opere: Brebemi, Pedemontana lombarda e veneta, Autostrada tirrenica, Porto di Ancona e Strada dei parchi» (si veda sul prossimo numero di «Edilizia e Territorio» un approfondimento del caso Pedemontana).

CREDITO D'IMPOSTA
In questo caso la norma sembra più "generale e astratta"(come dovrebbero essere tutte le leggi, d'altra parte...). La bozza di articolo 33 comma 1 del Dl Sviluppo-bis stabilisce che «Per favorire la realizzazione di nuove opere infrastrutturali» (tutte, non solo quelle strategiche nazionali, legge obiettivo) «di importo superiore a 500 milioni di euro», sempre e solo nei casi di PPP, «per le quali non sono previsti contributi pubblici a fondo perduto ed è accertata ... la non sostenibilità del piano economico finanziario, è riconosciuto al soggetto titolare del contratto di partenariato pubblico privato ..... un credito di imposta a valere sull'IRES e sull'IRAP generate in relazione alla costruzione e gestione dell'opera».
Si tratta di opere in cui il contributo pubblico servirebbe, ma al posto dei soldi cash si concede al concessionario privato il diritto a riscuotere in futuro, quando comincerà a pagare le tasse, un credito di imposta.
La non sostenibilità del piano economico-finanziario deve essere verificata dal Cipe, su proposta del Ministero delle Infrastrutture, di concerto con quello dell'Economia. Il credito di imposta è posto a base di gara (dunque soggetto a ribasso, come d'altra parte è normalmente il contributo pubblico).

IL SALVA-TIRRENICA
Il problema che ha impedito al Cipe, il 3 agosto, di dare un vero via libera al progetto dell'autostrada Tirenica in project financing è stato – come scritto da «Edilizia e Territorio» – la richiesta della Regione Toscana di esentare i residenti dal pedaggio per spostamenti fino a 50 km da casa, proposta che secondo il concessinario Sat (ma anche secondo il Cipe) insostenibile, farebbe cioè sballare il piano finanziario. Il Dl Sviluppo-bis dovrebbe allora varare la norma salva-Tirrenica: solo per quell'opera (citata dalla norma, che è dunque "specifica e concreta", anziché "generale e astratta") si prevede che per i primi 10 di gestione dell'autostrada Livorno-Civitavecchia sia trasferito alla Regione Toscana una quota fino al 75% del canone annuo versato dal concessionario all'Anas ai sensi dell'articolo 1, comma 1020, legge 296/2006, che prevede che il concessionario versi un canone fissato nella misura del 2,4% dei proventi netti da pedaggio.
La disposizione comporta un trasferimento di ammontare stimato in 15 milioni di euro l'anno, tenuto conto che il 2,4% dei proventi netti da pedaggio per la tratta Cecina-Civitavecchia è stimato pari a complessivi 20 milioni di euro l'anno.


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