Lavori Pubblici

Grandi opere, nella Via va valutata anche la qualità della vita futura

Nella valutazione di impatto ambientale per la realizzazione di grandi opere la tutela del territorio va intesa nella accezione più ampia e cioè «quale sistema integrato che condiziona la qualità della vita dell'uomo anche nella sua proiezione futura; appare dunque errato limitare la Via alla sola tutela delle specie animali e vegetali e omettere l'importanze rivestita anche ai fini del paesaggio e del contesto in cui le specie viventi e l'uomo si collocano». Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 37051/2012 annullando la sentenza impugnata e rinviando per una nuova valutazione al giudice di merito. Il caso era quello della realizzazione di un complesso alberghiero di 900 stanze in una località protetta grazie alla falsificazione di atti amministrativi e favori politici.

La Corte ricostruisce come la direttiva comunitaria 85/337/CEE e la successiva modifica ad opera della direttiva 97/11/CE (recepita nel nostra paese) abbiano allargato la nozione della Via prendendo in esame l'"impatto sul suolo, sull'aria, sul clima, sulle specie animali e sul paesaggio".


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