Lavori Pubblici

Caos pagamenti, anche i concessionari pubblici si bloccano per la responsabilità solidale. Recupero crediti di Comuni e Regioni, vale il certificato lavori

Massimo Frontera

A poco più di un mese dall'entrata in vigore, i costruttori edili chiedono l'immediata sospensione della novità contenuta nel decreto Sviluppo sulla responsabilità solidale

La responsabilità solidale impresa-subappaltatore sulla regolarità contributiva minaccia di trasformarsi in un nuovo ostacolo per le imprese che devono farsi pagare i lavori eseguiti.

La denuncia che arriva dall'Ance segue invece a poche ore di distanza una buona notizia che riguarda sempre il tema pagamenti da parte della Pa. La buona notizia è l'approvazione - il 26 settembre - della bozza del Dm Economia (che ora segue l'iter andando alla Corte dei Conti e poi in «Gazzetta» - che apporta alcune importanti modifiche al precedente Dm Economia sulle procedure per i pagamenti. Le novità positive sono due: il perimetro dei crediti oggetto della procedura di recupero (attraverso cessione o anticipazione bancaria, anche a valere sul fondo per le Pmi) viene ampliato ai lavori commissionati da Regioni e Asl; 2) viene riconosciuta l'equipollenza tra la certificazione del credito prevista dalle recenti norme sui pagamenti della Pa e il certificato lavori, previsto dal Codice appalti, che viene emesso dalla stazione appaltante per il pagamento dei Sal.
Si veda anche l'articolo dell'esperto nel fascicolo normativo dedicato alle novità del Dl Sviluppo (link )

Responsabilità solidale. «Le nuove disposizioni sulla responsabilità solidale fiscale stanno determinando su tutto il territorio nazionale il blocco dei pagamenti degli appalti», denuncia il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti. Si tratta, prosegue il presidente dei costruttori edili, di «un ulteriore danno per le imprese già caricate dal peso dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione che ancora non hanno trovato soluzione». L'Ance fa sapere di avere già chiesto al Governo di intervenire con delle modifiche «per rinviare l'applicazione delle nuove norme in materia di responsabilità solidale fiscale, sospendendone l'operatività fintanto che non saranno stabilite regole chiare e certe sulle modalità applicative».

La norma. La norma incriminata è quella contenuta nell'articolo 13-ter del decreto Sviluppo (leggi la norma a questo link ) che ha introdotto un meccanismo di responsabilità solidale fiscale dell'appaltatore con il suo subappaltatore nel caso in cui quest'ultimo non versi all'erario le ritenute fiscali sui lavoratori dipendenti e l'Iva relative all'appalto. «Per evitare la responsabilità - spiega l'Ance - l'appaltatore deve chiedere al subappaltatore, prima di pagargli il corrispettivo, un documento (cd. "asseverazione"), di cui non è mai stato specificato il contenuto, che attesti la regolarità di questi versamenti. Stessa cosa vale per il committente che deve richiedere all'appaltatore questa documentazione prima di pagarlo altrimenti rischia una pesante sanzione».

Incongruenza con il regime di reverse charge. Il reverse charge, ossia l'inversione contabile in forza della quale l'onere del versamento dell'Iva è trasferito dal prestatore di servizio al soggetto in favore del quale viene resa la prestazione, si applica normalmente al rapporto subappaltatore-impresa (rispettivamente prestatore del servizio e soggetto per in favore del quale viene resa la prestazione). In virtù di questo meccanismo, il subappaltatore emette fattura senza Iva all'impresa, che a sua volta versaa l'Iva (individuando anche il regime da applicare).
La recente previsione di legge contenuta nel Dl Sviluppo invece, entra in evidente conflitto con tale norma, denuncia l'Ance: «Del tutto inapplicabile e quindi da sopprimere, poi, - sostiene l'associazione dei costruttori - la responsabilità in materia di Iva in quanto le modalità contabili (reverse charge) già garantiscono un controllo sulla regolarità dei subappalti in edilizia». «Ancora una volta - conclude Buzzetti - si affidano impropri compiti di controllo alle imprese, che, tra l'altro, fanno lievitare i costi di gestione amministrativa col risultato che nessuno paga nessuno fintanto che non è rilasciata l'asseverazione, che a sua volta è a pagamento ed è difficile da ottenere».

Blocco dei pagamenti. Dal 12 agosto, data di entrata in vigore del Dl Sviluppo - e relative norme sull'edilizia, inclusa la responsabilità solidale - le imprese hanno conosciuto un nuovo problema. Anche se espressamente esclusi (leggi la norma sulle esclusioni a questo link), sembra che grossi concessionari - certamente l'Enel ma circola anche il nome dell'Anas - abbiano bloccato i pagamenti invocando le nuove norme. «Solo l'immediata sospensione della norma ed un ripensamento dell'intera disciplina – conclude il presidente dell'Associazione costruttori - potrà evitare ulteriori danni all'intero sistema economico e consentire l'individuazione di soluzioni operative, di concerto con l'Amministrazione finanziaria, che evitino un aumento dei costi amministrativi».

Crediti nei confronti di Comuni, Regioni e Asl. Come si diceva, la conferenza unificata ha dato il primo sì alla bozza di decreto Economia che corregge il precedente Dm del 25 giugno scorso, introducendo alcune novità invocate dai costruttori. La novità fondamentale è appunto la riconosciuta equipollenza tra la certificazione del credito della Pa e il certificato lavori previsto dal codice appalti. La riconoscita validità di quest'ultimo risparmia all'impresa un'attesa che potrebbe durare fino a 120 giorni per il "pezzo di carta" che consente di attivare la procedura di rientro dei pagamenti. La seconda novità sta nell'inclusione di Regioni e Asl fra le stazioni appaltanti territoriali nei confronti della quale si può attivare la procedura di rientro del credito. L'inclusione riguarda soprattutto le regioni - inizialmente escluse - che hanno in corso un piano di rientro del debito sanitario.


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