Lavori Pubblici

Progettazione, caos sui compensi di gara. Nei bandi la regola è il fai-da-te

Massimo Frontera, Alessandro Lerbini, Mauro Salerno

Amministrazioni pubbliche in ordine sparso: c'è chi usa i vecchi minimi, chi le indicazioni dell'Autorità, chi il nuovo Dm Giustizia. Arbitrarietà favorita dal caos normativo. Infrastrutture al lavoro su un nuovo decreto dopo il Dm Giustizia sui compensi giudiziali

Dalle tariffe minime alle tariffe fai-da-te. Nonostante i tentativi di dare una bussola alle stazioni appaltanti, sulla determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nei servizi di progettazione si rischia il caos. Al momento l'arbitrarietà sembra regnare sovrana. Anzi, l'impressione è proprio che la successione di interventi mirati a dare punti di riferimento alle amministrazioni – a partire dalla deliberazione dell'Autorità di vigilanza numero 49/2012, con l'indicazione di un metodo di calcolo basato sulle gare pregresse – abbia finito per accentuare la confusione.

In realtà una base per calcolare i compensi ci sarebbe: si tratta del decreto del ministero della Giustizia che fissa i parametri per la liquidazione dei compensi giudiziali (Dm giustizia 140/2012). In base a quanto previsto dal decreto sviluppo (Dl 83/2012, articolo 5) il decreto «parametri» avrebbe dovuto dare la linea alle stazioni appaltanti alle prese con l'individuazione degli onorari professionali da indicare nei bandi. Peccato che solo poche amministrazioni conoscono il Dm 140, in vigore dal 23 agosto. Ma non basta. Nel frattempo il ministero delle Infrastrutture si è infatti messo al lavoro per mettere a punto un nuovo decreto sui compensi professionali. Un atto dovuto per ingegneri e architetti, secondo cui il decreto pubblicato dal ministero della Giustizia, sarebbe stato emanato senza il previsto consenso delle Infrastrutture. Nella nuova bozza tornerebbe un rimborso spese forfettario per i progettisti (20%) e verrebbe eliminata la possibilità di aumentare o ridurre gli onorari del 60% prevista dal Dm giustizia sui compensi giudiziari, come richiesto dai progettisti (clicca qui ).

Per ora, ogni amministrazione viaggia per conto suo. Tanto che basta una rapida indagine sugli ultimi bandi pubblicati per scoprire che solo due Pa hanno applicato il nuovo decreto, mentre altre hanno fatto riferimento alla delibera dell'Autorità e altre ancora al vecchio tariffario (clicca qui per scaricare la tabella ) .


I BANDI
Tra chi ha «scelto» il metodo dell'Autorità – in realtà superato dal Dl sviluppo che impone di fare riferimento al decreto parametri (o eventualmente alle tariffe) – c'è l'Arcispedale di Reggio Emilia, per la gara di progettazione di un nuovo padiglione. Il bando mette all'asta un compenso di 475mila euro, che a fronte di lavori previsti per circa 21 milioni vale appena il 2,26% dell'importo delle opere. Anche ad Alghero nessuno conosceva l'esistenza del decreto previsto dal Dl sviluppo. Ma poco importa. Il bando, spiegano in Comune, sarà comunque ritirato per scindere in due fasi l'affidamento dello studio di fattibilità e del progetto relativo alla realizzazione del «polo della creatività».

Il Comune di Vercelli è stato precursore nella nuova regolamentazione delle tariffe: «Abbiamo tenuto conto del decreto – afferma dall'ufficio appalti Stefania Franchino – anche quando il testo era in bozza. Siamo rimasti un po' nel limbo ma l'importante era avere dei riferimenti per i nuovi calcoli. Ora le procedure sono più semplificate e avendo seguito i prezzi tutto l'anno non notiamo un discostamento troppo elevato. Alla fine comunque uno sconto come ente ce lo facciamo. Nelle ultime gare siamo intorno al 20-25%».

Anche a Porcia (Pordenone) il Comune procede con le nuove tariffe. «Nei documenti di gara – dichiara Michelina Rossi, responsabile Uoc Lavori pubblici – riportiamo sempre il riferimento all'articolo 5 della legge 134/2012 relativo alla determinazione dei corrispettivi a base di gara per gli affidamenti di contratti di servizi di architettura e ingegneria. Prima dell'entrata in vigore del decreto abbiamo avuto qualche difficoltà ma abbiamo visto come si comportavano gli altri enti e abbiamo scelto di calcolare un costo orario. Ora nella lettera d'invito scriviamo il ribasso massimo che si può effettuare. In ogni caso non vogliamo sminuire la professionalità e il lavoro di chi partecipa a queste gare. Si tratta solo di dare più equilibrio al valore dell'intervento e a chi lo progetta.

Non hanno tenuto conto dei cambiamenti ad Afragola (Napoli) per il bando del centro polifunzionale «La fattoria della legalità». «La procedura l'abbiamo conclusa il 16 agosto – afferma il responsabile del procedimento Nunzio Boccia –. La pubblicazione del bando è successiva all'entrata in vigore del decreto ma abbiamo lasciato tutto così e siamo andati avanti. È il primo avviso di progettazione che diamo all'esterno, di solito con il nostro ufficio tecnico facciamo tutto in-house».

Anche Centuripe (Enna) è sulla stessa linea per la direzione lavori della zona artigianale: «È un appalto già pubblicato nel 2009 e poi bloccato – dichiara dall'ufficio appalti Salvatore Giugliano –. La Regione Sicilia e la comunità europea ci finanziano l'intervento con prezzi stabiliti e il bando non l'abbiamo voluto modificare».

Anche a Torino, la centrale appalti regionale (Scr Piemonte) ha fatto la scelta di attenersi alle indicazioni dell'Autorità di vigilanza. Indicazioni che sono state interpretate nel senso di – spiega la stazione appaltante – «mantenere i vecchi parametri del 2001». Implicitamente, la stazione appaltante si schiera con coloro che aspettano il Dm di concerto Giustizia-Infrastrutture con le nuove tariffe. Nel caso specifico Torino ha lanciato un pacchetto di servizi legati alla realizzazione del nuovo polo ospedaliero di Ivrea, appalto che vale oltre 600mila euro.

Ben più consistente il valore degli appalti mandati in gara a Napoli, sempre in tema di edilizia sanitaria. In questo caso gli appalti di progettazione sono stati mandati in pubblicazione (e usciti il 17 settembre scorso) dall'Istituto tumori Fondazione Pascale. Anche in questo caso, la stazione appaltante assicura che «le analisi effettuate per determinare i compensi per le attività e servizi di ingegneria compresi nei bandi, sono state elaborate secondo le indicazioni dell'Autorità di vigilanza». Le analisi sono state poi verificate secondo la modalità di calcolo riportate nel Dm giustizia uscito il 22 agosto (anche se la stazione appaltante non specifica cosa è emerso dal confronto).

Più tradizionali le scelte di altre due piccole stazioni appaltanti del Mezzogiorno. Si tratta dei due Comuni siciliani di Licata (Agrigento) e Castel di Iudica (Catania). I due Comuni hanno rispettivamente mandato in gara servizi da circa 364mila e 200mila euro.
In entrambi i casi i Comuni dicono di aver scelto i vecchi tariffari, senza troppi imbarazzi, anche per non avere preso conoscenza dell'uscita estiva del Dm 140.
Paura di ricorsi? «In 23 anni di servizio – racconta il responsabile dell'area tecnica di Castel di Iudica – non abbiamo mai avuto nessun contenzioso


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