Lavori Pubblici

Nuove tariffe, nel decreto Infrastrutture torna il rimborso spese al 20%

Giuseppe Latour

Riunione al ministero con gli ordini professionali: nel testo in via di elaborazione verrebbe eliminata anche la possibilità di aumentare o ridurre gli onorari del 60% prevista dal Dm Giustizia sui compensi giudiziari

È durata poco più di un'ora la riunione pomeridiana di giovedì tra ministero delle Infrastrutture e ordini professionali. In discussione c'era il nuovo decreto sugli importi da porre a base delle gare di progettazione, che il dicastero di Porta Pia dovrà licenziare di concerto con via Arenula. E le novità, nel corso dei colloqui informali, sono state diverse.

La base del provvedimento, secondo quanto apprende Edilizia e Territorio, è già definita e sarà costituita dal decreto parametri, appena varato proprio dal ministero della Giustizia: sarà usata la «stessa curva di determinazione degli importi». Sul testo saranno però operati alcuni cambiamenti. In primo luogo saranno definiti meglio i criteri per l'individuazione delle prestazioni e dell'oggetto degli interventi. Il decreto parametri, nelle tabelle tecniche, era in qualche passaggio troppo generico e rischiava di lasciare mano libera ai responsabili del procedimento.

L'altra certezza è che salterà il passaggio nel quale viene data la possibilità alla stazione appaltante di abbattere o aumentare il compenso del 60% in maniera totalmente discrezionale. Su questo i tecnici ministeriali hanno dato ampie garanzie e non ci dovrebbero essere sorprese. Non ci sono margini di trattativa, invece, sulle vacazioni, i criteri per definire i compensi non riferiti al valore di un'opera. Su questo punto il ministero non ha lasciato speranze. E ai progettisti la questione interessa relativamente.

Il punto principale di trattativa, ancora in ballo, è rappresentato invece dalla forfettizzazione delle spese, esclusa dal decreto parametri. Gli ordini hanno proposto un'aliquota standard del 20% nel nuovo provvedimento; il ministero per adesso nicchia, ma nel testo finale del decreto potrebbe ricredersi. Anche se non c'è molto tempo per farlo. Entro la prossima settimana, infatti, i professionisti completeranno le loro verifiche sulle nuove tabelle, per appurare che non sforino le vecchie tariffe. A quel punto l'approvazione del testo potrebbe essere questione di ore.


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