Lavori Pubblici

Efficienza energetica, nuovo giro di vite nella direttiva approvata dal Parlamento Ue

G.La.

Ancora un intervento di Bruxelles in materia di efficienza energetica. Il Parlamento europeo ha approvato, con 632 voti favorevoli, 25 contrari e 19 astenuti, la direttiva che rimette mano alle misure per il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione del consumo energetico entro il 2020.
Il voto arriva dopo un anno di trattative, durante il quale il testo base proposto dalla Commissione è stato sottoposto a un fuoco serrato da parte sia del parlamento europeo che del Consiglio dell'Unione europea, che rappresenta direttamente i governi. Alla fine, l'accordo è stato raggiunto a metà luglio.

Lo spirito della direttiva è introdurre una serie di misure, centrate sul patrimonio immobiliare, per raggiungere l'obiettivo della riduzione del 20% di consumi energetici entro il 2020. Si tratta, in sostanza, di un aggiornamento delle regole che Bruxelles aveva già approvato negli anni scorsi, per lavorare meglio su aspetti nei quali queste si erano dimostrate inefficienti.

La direttiva, tra le altre misure, impone agli Stati membri di rinnovare, rendendolo efficiente, annualmente il 3% dell'area capestabile di tutti gli edifici utilizzati dal governo nazionale. Questa norma si applicherà agli edifici con una superficie calpestabile superiore ai 500 metri quadri e, da luglio 2015, a quelli sopra i 250 metri quadri.

Tutte le grandi imprese, poi, saranno obbligate a sottoporsi, ogni quattro anni, ad audit energetici svolti in maniera indipendente da esperti accreditati. Gli audit dovranno cominciare al massimo tre anni dopo l'entrata in vigore della normativa. Le piccole e medie imprese sono esentate da tale obbligo.

Per Claude Turnes, deputato dei Verdi e relatore del provvedimento, si tratta di un passaggio importantissimo: «Questa essenziale legislazione non è solo fondamentale per il conseguimento della nostra sicurezza energetica e degli obiettivi climatici, ma darà anche una forte spinta all'economia e creerà posti di lavoro. Si ridurrà il notevole e crescente costo della nostra dipendenza dalle importazioni di energia, 488 miliardi di euro nel 2011 pari al 3,9% del Pil».
A questo punto manca solo il via libera del Consiglio dell'Unione europea, che arriverà in tempi brevi. Poi ci sarà la pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue e, venti giorni dopo, l'entrata in vigore della direttiva. Entro 18 mesi, infine, i paesi membri dovranno recepirla nei rispettivi ordinamenti.


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