Lavori Pubblici

Il cantiere delle riforme Monti: approvati solo 6 decreti su 28

Alessandro Arona, Giuseppe Latour e Mauro Salerno

Lunga la strada per rendere operativi i provvedimenti destinati a rilanciare l'edilizia: Iva per cassa, Dia telematica, piano carceri, terre da scavo, compensazione tra crediti e Durc le misure più urgenti in attesa di attuazione

Appena sei decreti attuativi andati in «Gazzetta Ufficiale». Su un totale di 28. Il percorso delle riforme del Governo Monti relative all'edilizia è ancora molto lontano dalla conclusione. Secondo un monitoraggio effettuato da «Edilizia e Territorio», che tiene conto di tutte le leggi e i decreti che partono dal salva Italia e arrivano fino al Dl sviluppo e alla Spending review, la gran parte della normativa di dettaglio delle tante riforme annunciate in questi mesi è rimasta sulla carta: per l'esattezza, resta l'82% della strada da compiere (scarica qui la tabella di sintesi e le schede dei provvedimenti più urgenti ).

Anche se vanno fatte delle distinzioni. In alcuni casi le norme sono in pesante ritardo e non si conosce il loro stato di attuazione. In altri sono in dirittura d'arrivo, magari sono già state firmate e approvate dal ministro competente e attendono solo la pubblicazione. Sebbene l'esperienza insegni che anche quest'ultimo passaggio non è così automatico. Basti pensare al decreto sulle terre e rocce da scavo, richiesto dal Dl liberalizzazioni, ormai pronto ma rimasto nel limbo a causa del ritardo nel via libera da parte di Bruxelles.

In una situazione simile alle terre da scavo languono diversi altri provvedimenti. Il Dm sulle garanzie dei project bond è stato firmato a inizio agosto. Ma, da allora, se ne sono perse le tracce e non risulta ancora pubblicato. Come è successo per il decreto sull'anagrafe delle opere incompiute. Pesantemente in ritardo (era previsto per maggio), è stato appena licenziato dal Ministero ma non ha ancora compiuto l'ultimo passaggio formale.

Per altri provvedimenti la situazione è decisamente più nebulosa. Nessuna notizia delle norme di attuazione relative alla compensazione dei debiti contributivi e all'emissione del Durc. Un provvedimento che le imprese considerano particolarmente urgente in una fase di crisi come quella che sta attraversando il settore in questi mesi. «Altri provvedimenti molto attesi – confermano all'Ance – sono quelli che riguardano l'applicazione dell'Iva per cassa, che permetterebbe alle imprese di versare l'imposta solo al momento dell'incasso e il piano delle carceri in project financing: operazione dalle grandi potenzialità, ma anche dai grandi margini di insuccesso in caso di norme non ben tarate». I professionisti attendono il decreto, previsto dal Dl sviluppo, per l'applicazione in via esclusiva della Dia telematica, mentre è stato pubblicato in «Gazzetta» il decreto che stabilisce i parametri per la liquidazione dei compensi professionali in via giudiziaria che farà da bussola anche alle stazioni appaltanti alle prese con il calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara dei servizi di progettazione.

Nessuna novità sulla dichiarazione unica di conformità dell'impianto. Mentre ci sono alcuni decreti che dovrebbero arrivare a breve. Sull'autorizzazione unica ambientale e sulle linee guida in materia di sponsorizzazione dei restauri è arrivato un impegno esplicito del Governo: nel giro di qualche settimana vedranno la luce.

Per Dino Piacentini, presidente Aniem, le priorità sono soprattutto due. Il piano carceri, già citato dai costruttori dell'Ance: «Si tratta di una delle grandi sfide incompiute. Ne parliamo da anni, ma il tema è stato più e più volte accantonato. Il problema è che se pensiamo di risolvere, come in altri casi, i problemi delle carceri attraverso la finanza di progetto allora non andremo da nessuna parte». E l'edilizia scolastica. «È un problema gigantesco, perché la mappatura delle scuole e la loro messa in sicurezza necessitano investimenti enormi, che ora non ci sono»


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