Lavori Pubblici

Durc d'ufficio e in tempi rapidi, altrimenti scatta il danno erariale

Mauro Salerno

In Gazzetta la circolare del ministro Patroni Griffi con i chiarimenti sul documento che attesta la regolarità contributiva delle imprese. Nei lavori pubblici e privati il Durc va sempre acquisito d'ufficio dalla Pa e può essere rilasciato solo per i rapporti tra privati

Nuovi chiarimenti sul Durc, il documento unico che attesta la regolarità contributiva delle imprese e che è fondamentale per la partecipazione delle imprese agli appalti pubblici (e privati). A fornire ulteriori precisazioni questa volta è il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi, con la circolare del 31 maggio 2012, numero 6, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 207 del 5 settembre (clicca qui per scaricare il testo ).

Il documento firmato dal ministro ribadisce innanzitutto che il Durc ha la natura di un certificato. Dunque deve essere acquisito d'uficio dalla Pa e non può essere consegnato da un privato a un'amministrazione «dovendo necessariamente essere quest'ultima a richiederlo alle Amministrazioni preposte al suo rilascio o, ove previsto, alle Casse Edili». Ovviamente il Durc può essere richiesto da un privato per consegnarlo a un altro privato. È il caso , ad esempio, di un committente o responsabile dei lavori tenuto a controllare l'idoneità tecnica dell'impresa realizzatrice, verificando il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio e, appunto, la regolarità contributiva della ditta. In questo caso, chiarisce la circolare, istituti previdenziali e casse edili dovranno sempre apporre sul Durc la dicitura - prevista dall'articolo 40, comma, 2 del Dpr 445/2000 - che esclude che il certificato possa essere consegnato a una Pa («Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi»).

Il ministro sollecita poi ad far si che l'acquisizione d'ufficio del Durc nei lavori pubblici avvenga in tempi rapidi «sia nella fase di gara che in quella successiva, nella quale il controllo della regolarità' contributiva e' condizione necessaria per il pagamento degli stati avanzamento lavori o delle prestazioni relative a servizi e forniture o per il pagamento del saldo finale». Eventuali ritardi, ricorda il ministro, potrebbero far slittare i pagamenti aumentandone l'onerosità e facendo scattare la «evidente responsabilità erariale del dipendente incaricato di chiedere il Durc agli Istituti previdenziali e alle Casse edili». Le imprese possono peraltro controllare l'inoltro della richiesta del Durc da parte delle amministrazioni sul sito internet www.sportellounicoprevidenziale.it. nel caso in cui il Durc venga rilasciato d'ufficio sul certificato andrà apposta la dicitura «rilasciato ai fini dell'acquisizione d'ufficio».

Ultima precisazione riguarda le modalità del rilascio del Durc tra Pa. La circolare invita a non utilizzare più la posta cartacea, ma a fare sempre capo al sevizio on line dello sportello unico prevdienziale.


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