Lavori Pubblici

Dal ministero delle Infrastrutture in arrivo l'anagrafe delle opere incompiute

Giuseppe Latour

Completato il regolamento - previsto dal «Salva Italia» - che fissa i criteri per la compilazione dell'elenco: la lista comprenderà due sezioni, una per le opere nazionali e una per le regionali

L'anagrafe delle opere incompiute, dopo una lunga attesa, si prepara a partire. Era uno dei provvedimenti attuativi fermi da più tempo al ministero delle Infrastrutture ma, finalmente, sta per essere sbloccato. Il dicastero di Porta Pia ha appena chiuso il lavoro sul regolamento che determinerà le modalità di redazione «dell'elenco-anagrafe delle opere pubbliche incompiute», previsto dall'articolo 44 bis del Dl salva Italia (n. 201/2011), ormai a dicembre scorso.

Il testo definisce, anzitutto, l'opera incompiuta come «opera che non è stata completata» o che, comunque, non risponde a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo e che non risulta fruibile, per questo motivo, dalla collettività. L'elenco anagrafe di queste opere sarà pubblicato sul sito istituzionale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sarà diviso in due sezioni: opere di interesse nazionale e opere di interesse regionale e degli enti locali.
Quest'ultima sezione sarà spacchettata per singola regione e provincia autonoma, «utilizzando un sistema informatico e informativo coordinato e integrato, mediante la creazione di appositi collegamenti con i siti attivi presso gli assessorati». Gli uffici degli enti locali, in sostanza, raccoglieranno il materiale e lo metteranno a disposizione della banca dati. Di ogni opera sarà indicata la localizzazione, la descrizione, la tipologia di infrastruttura, la stazione appaltante, l'importo complessivo dell'intervento, la percentuale di avanzamento dei lavori.

Le opere, poi, saranno classificate a seconda dello stato di avanzamento. Ad esempio, sarà indicato se mancano soltanto le operazioni di collaudo o se c'è uno stato di avanzamento che consente uno sfruttamento anche parziale dell'infrastruttura. Questo perché uno degli scopi dell'anagrafe in fase di costituzione sarà valutare «un possibile utilizzo dell'opera stessa anche con destinazioni d'uso alternative a quella inizialmente prevista».


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