Lavori Pubblici

In vista il riordino dei Codici Edilizia e Contratti. Incentivi al Pf, Passera: «Con Grilli si lavora per trovare soluzioni»

Giorgio Santilli

La «proposta Ciaccia» sull'esenzione Iva per le opere finanziate dai privati è stato uno dei piatti forti del dossier infrastrutture, di cui si è discusso oggi al Consiglio dei ministri sulla crescita. E come prevedibile è andata in scena una vivace dialettica con il Ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, circa i potenziali rischi di questa misura sul fronte dei conti pubblici.
«Con Vittorio Grilli - ha commentato comunque il Ministro delle Sviluppo e delle Infrastrutture, Corrado Pasera - abbiamo sempre trovato soluzioni per investimenti e spese per la crescita. In nessun modo l'obiettivo di rafforzamento dei conti e l'obiettivo di crescita devono essere visti come alternativi. Non c'é possibilità di crescita se non c'é la tenuta dei conti».

Il viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, aveva annunciato la proposta sull'esenzione Iva alle infrastrutture in project financing mercoledì dalla tribuna del Meeting di Cl a Riimini, ma l'aveva illustrata da tempo riservatamente al ministro dell'Economia, Vittorio Grilli. Ieri il sottosegretario alla presidenza, Antonio catricalà, ne ha dato una valutazione positiva, pur richiamando la necessità delle compatibilità economiche. Ciaccia ha anche detto di voler assumere le iniziative necessarie per portare in Europa questa proposta, in modo da facilitare, con un quadro normativo europeo coerente, lo stimolo allo sviluppo di opere in project financing.

Ci sono altre due azioni che il Ministero di Porta Pia porterà alla riunione di Governo odierna: la verifica di una serie di provvedimenti di attuazione di norme legislative che devono essere varati insieme al ministero dell'Economia e il riordino di codici fondamentali come quelli dei contratti pubblici, dell'edilizia e della strada. Dopo centinaia di modifiche, piccole e grandi, intercorse nell'ultimo anno, il codice degli appalti ha bisogno di una manutenzione straordinaria, un riordino complessivo che sistemi al meglio soprattutto le nuove norme intervenute a favoire gli interventi in project financing. Stessa operazione per il testo unico dell'edilizia che ha inglobato parecchie operazioni di semplificazione delle procedure autorizzative per il settore.
I codici hanno bisogno, insomma, di una sistemazione e il ministero delle Infratsrutture chiederà una delega per fare questa operazione di profonda manutenzione. Lo strumento è ovviamento un disegno di legge che il Consiglio dei ministri potrebbe approvare nel corso di settembre. Oggi un primo accenno nel dossier portato al Consiglio dei ministri.

Sui provvedimenti mancanti per inerzia dell'Economia uno dei più attesi è forse è quello relativo agli sgravi Ires e Irap concessi a opere in project finaning in sostituzione di contributi pubblici già assegnati (articolo 18 della legge 183/2011): la norma non è mai decollata perché manca, appunto, il decreto interministeriale che deve definire il tetto massimo dell'importo, i termini e le modalità degli sgravi.
Già in passato, con il vecchio Governo, sull'articolo 18 della legge di stabilità 2012 lo scontro fra Infrastrutture ed Economia è stato rovente. Poi, per volontà dell'attuale Governo, il paletto del numero chiuso e ristretto di opere ammesse al beneficio, inizialmente voluto da Giulio Tremonti, è saltato, allargando la platea delle infrastrutture interessate. Resta l'altro limite, che gli sgravi Ires e Irap possono solo sostituire il contributo pubblico già previsto e non essere aggiuntivi.
Altra partita "pesante", per il mese di settembre, è quella dei codici. Dopo centinaia di modifiche, piccole e grandi, intercorse nell'ultimo anno, il codice degli appalti ha bisogno di una manutenzione straordinaria, un riordino complessivo che sistemi al meglio soprattutto le nuove norme intervenute a favoire gli interventi in project financing. Stessa operazione per il testo unico dell'edilizia che ha inglobato parecchie operazioni di semplificazione delle procedure autorizzative per il settore.
I codici hanno bisogno, insomma, di una sistemazione e il ministero delle Infratsrutture chiederà una delega per fare questa operazione di profonda manutenzione. Lo strumento è ovviamento un disegno di legge che il Consiglio dei ministri potrebbe approvare nel corso di settembre. Oggi un primo accenno nel dossier portato al Consiglio dei ministri.


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